Ridondanza nell’attrezzatura subacquea: sicurezza o inutile eccesso?

Due attrezzature sono sempre meglio di una?

Nella subacquea si sente spesso affermare che “due è uno e uno è nessuno”. La frase riassume un principio importante: qualsiasi componente può guastarsi e, quando l’immersione non consente una risalita immediata, è necessario disporre di un’alternativa.

Il concetto di ridondanza viene però frequentemente interpretato in modo semplicistico. Aggiungere un secondo oggetto non garantisce automaticamente maggiore sicurezza. La vera domanda è un’altra:

Se questo componente smettesse di funzionare nel momento peggiore dell’immersione, avrei un sistema indipendente e immediatamente utilizzabile per tornare in sicurezza?

La ridondanza deve permettere di gestire un singolo guasto senza trasformarlo in un’emergenza incontrollabile. Non serve necessariamente a continuare l’immersione: nella maggior parte dei casi deve consentire di interromperla ordinatamente.

Un’attrezzatura duplicata ma non accessibile, non controllata o dipendente dallo stesso componente guasto può creare soltanto un’illusione di sicurezza.

Questo articolo ha finalità divulgative. Le configurazioni ridondanti per immersioni tecniche, decompressive, in grotta, nei relitti o con rebreather richiedono addestramento specifico e non possono essere improvvisate leggendo una guida online.

Che cosa significa realmente “ridondante”

Un sistema può essere considerato realmente ridondante quando possiede quattro caratteristiche fondamentali.

Indipendenza

Il sistema alternativo non deve dipendere dallo stesso componente che potrebbe causare il guasto.

Due secondi stadi collegati allo stesso primo stadio e alla stessa bombola consentono di condividere il gas o gestire alcuni problemi del secondo stadio, ma non risolvono:

  • l’esaurimento della bombola;
  • la chiusura del rubinetto;
  • la rottura del primo stadio;
  • una perdita catastrofica;
  • una contaminazione del gas.

DAN sottolinea che l’octopus è un’eccellente fonte alternativa per la condivisione, ma non rappresenta una riserva respiratoria completamente indipendente se utilizza la stessa bombola del primario. La vera ridondanza del gas richiede una fonte separata.

Accessibilità

L’attrezzatura deve poter essere raggiunta dal subacqueo anche:

  • con una mano sola;
  • in scarsa visibilità;
  • indossando guanti;
  • in posizione inconsueta;
  • mentre si assiste il compagno;
  • in presenza di stress.

Una torcia di riserva irraggiungibile, un erogatore bloccato da elastici troppo stretti o un coltello posizionato dietro la schiena non costituiscono una ridondanza efficace.

Un caso analizzato da DAN riguarda proprio un secondo erogatore rimasto impigliato e non immediatamente utilizzabile quando il primario fu accidentalmente scalciato via dalla bocca del subacqueo.

Immediatezza

Il sistema deve poter essere attivato prima che il guasto produca conseguenze critiche.

Se per utilizzare la fonte alternativa occorre:

  • togliere parte dell’attrezzatura;
  • chiedere assistenza;
  • interpretare procedure complicate;
  • modificare connessioni;
  • cercare il componente per diversi secondi;

la sua utilità diminuisce notevolmente.

Familiarità

Il subacqueo deve aver provato realmente la configurazione.

Possedere un secondo sistema non significa saperlo usare. Ogni dispositivo ridondante deve essere:

  • controllato prima dell’immersione;
  • raggiungibile;
  • identificabile al tatto;
  • utilizzabile senza esitazioni;
  • inserito nel piano della coppia.

Duplicazione e ridondanza non sono la stessa cosa

La duplicazione consiste nel possedere due oggetti simili. La ridondanza consiste nel disporre di un sistema alternativo capace di svolgere una funzione essenziale dopo il guasto del sistema principale.

Alcuni esempi chiariscono la differenza.

Due erogatori sulla stessa bombola

Offrono duplicazione del secondo stadio, ma non una fonte di gas indipendente.

Due computer identici indossati insieme

Forniscono una certa ridondanza strumentale, purché entrambi siano stati utilizzati per tutto il profilo. Non costituisce invece una corretta ridondanza portare un secondo computer spento e accenderlo soltanto dopo il guasto del primo.

Due torce con batterie caricate dallo stesso alimentatore difettoso

Sono duplicate, ma potrebbero condividere una causa comune di guasto.

Due strumenti da taglio nello stesso punto

Potrebbero diventare entrambi irraggiungibili se il subacqueo resta impigliato proprio da quel lato.

La progettazione della ridondanza deve quindi considerare anche i cosiddetti guasti di modo comune, cioè eventi capaci di rendere inutilizzabili contemporaneamente il sistema primario e quello di riserva.

Ridondanza del gas respiratorio

Il gas è il sistema vitale più importante del subacqueo. La configurazione necessaria dipende dal tipo di immersione e dalla possibilità di risalire direttamente.

Octopus o secondo stadio alternativo

Nella normale immersione ricreativa in coppia, l’octopus permette di donare gas a un compagno oppure di sostituire il primario in caso di perdita del boccaglio o malfunzionamento limitato al secondo stadio.

Prima dell’immersione bisogna chiarire:

  • quale erogatore verrà donato;
  • dove si trova la fonte alternativa;
  • come viene sganciata;
  • se il primario è su frusta lunga;
  • chi controlla la risalita;
  • come mantenere il contatto.

BSAC raccomanda di mostrare al compagno la configurazione della fonte alternativa e di eseguire una breve simulazione a secco della procedura di condivisione.

L’octopus non protegge però dalla perdita completa del gas contenuto nella bombola.

Pony bottle o bombola di bailout

Una pony bottle è una bombola indipendente dotata di:

  • proprio rubinetto;
  • primo stadio;
  • secondo stadio;
  • sistema per conoscere la pressione.

Può fornire gas sufficiente per una risalita dopo il guasto della fonte principale, ma soltanto se il suo volume è adeguato alla profondità e al consumo sotto stress.

Una bombola estremamente piccola potrebbe garantire alcuni minuti in superficie ma durare molto meno in profondità. DAN ricorda che la durata del gas diminuisce in proporzione all’aumento della pressione ambientale: una piccola riserva che sembra abbondante a terra può esaurirsi rapidamente a 30 metri.

La quantità necessaria non dovrebbe essere scelta in base alla comodità o alla dimensione della bombola disponibile. Deve essere calcolata considerando:

  • profondità massima;
  • tempo necessario per riconoscere il guasto;
  • consumo sotto stress;
  • velocità di risalita;
  • eventuali soste;
  • necessità di raggiungere un punto di uscita;
  • obblighi decompressivi.

La bombola deve inoltre essere montata in modo da poter leggere il manometro, aprire o chiudere il rubinetto e raggiungere l’erogatore.

Bibombola con manifold

Un bibombola manifoldato consente, con configurazione e addestramento appropriati, di isolare alcune perdite conservando il gas rimasto nell’altra bombola.

La ridondanza non deriva dal semplice possesso di due cilindri. Dipende dalla capacità del subacqueo di:

  • identificare il problema;
  • raggiungere i rubinetti;
  • eseguire la procedura corretta;
  • controllare la perdita;
  • comunicare con la squadra;
  • iniziare l’uscita.

Indossare un bibombola senza aver appreso le procedure di isolamento non offre la stessa protezione di un sistema realmente padroneggiato.

Sidemount

La configurazione sidemount utilizza generalmente due bombole laterali indipendenti. Un guasto su un sistema può lasciare disponibile il gas dell’altro.

Anche in questo caso la ridondanza richiede:

  • corretta alternanza respiratoria;
  • monitoraggio di entrambi i manometri;
  • bilanciamento del gas;
  • capacità di donazione;
  • gestione dei rubinetti;
  • posizionamento ordinato di fruste e moschettoni.

DAN sottolinea l’importanza della ridondanza nelle configurazioni avanzate, ma anche della corretta gestione dei singoli componenti.

Rebreather e bailout

In un rebreather il gas di bailout non è un accessorio facoltativo. Deve consentire al subacqueo di abbandonare il circuito e raggiungere un luogo respirabile sicuro dopo un guasto dell’unità.

La quantità richiesta può essere notevole nelle immersioni profonde o decompressive. DAN distingue le bombole di bailout dalle normali stage: le prime devono essere trasportate durante l’immersione e rimanere immediatamente disponibili per affrontare il guasto del rebreather.

Ridondanza della galleggiabilità

Una perdita di capacità del GAV può diventare particolarmente seria quando il subacqueo trasporta:

  • bombole multiple;
  • bombole in acciaio molto negative;
  • grandi quantità di zavorra;
  • attrezzatura tecnica;
  • scooter o materiali pesanti.

In una normale configurazione ricreativa correttamente pesata, il subacqueo dovrebbe valutare se è in grado di:

  • abbandonare la zavorra sganciabile;
  • risalire nuotando;
  • ottenere galleggiabilità positiva in superficie;
  • utilizzare altri sistemi previsti dalla configurazione.

Una muta stagna può offrire un certo contributo alla galleggiabilità, ma utilizzarla come sistema alternativo richiede addestramento. Immettere troppo gas nella muta può causare instabilità, migrazione dell’aria verso i piedi e perdita di controllo della risalita.

Nelle configurazioni tecniche pesanti vengono utilizzati sistemi specifici, come:

  • GAV a doppio sacco;
  • muta stagna gestita come ridondanza;
  • zavorra rimovibile;
  • bombole con caratteristiche di galleggiabilità compatibili;
  • capacità documentata di risalire nuotando.

La soluzione dipende dall’intera configurazione, non da un singolo dispositivo.

Maschera di riserva

In acque libere e poco profonde, la perdita della maschera può essere affrontata risalendo, purché il subacqueo rimanga calmo e mantenga il controllo.

La situazione cambia in caso di:

  • decompressione obbligatoria;
  • grotta;
  • penetrazione in relitto;
  • immersione notturna;
  • acqua molto fredda;
  • lunga distanza dall’uscita;
  • necessità di leggere strumenti e linea guida.

Una maschera di riserva deve essere custodita in una tasca sicura, raggiungibile e protetta. Portarla appesa all’esterno aumenta il rischio di perderla o danneggiarla.

Il subacqueo dovrebbe esercitarsi a recuperarla e indossarla mantenendo:

  • assetto;
  • profondità;
  • respirazione;
  • orientamento;
  • contatto con la squadra.

La maschera di riserva è particolarmente utile quando la perdita della visione comprometterebbe la capacità di completare una lunga uscita o decompressione.

Torce primaria e di riserva

Nell’immersione notturna o in ambiente buio, la luce rappresenta anche uno strumento di comunicazione e orientamento.

La configurazione può comprendere:

  • torcia primaria;
  • una o più torce di backup;
  • luce personale di identificazione;
  • dispositivo luminoso di superficie.

DAN raccomanda che nelle immersioni notturne o con visibilità limitata venga portata una luce di riserva oltre alla primaria. Suggerisce inoltre un sistema luminoso di emergenza e uno strobe per rendere più facile l’individuazione di un subacqueo separato in superficie.

Una torcia di riserva dovrebbe essere:

  • accesa e provata prima dell’ingresso;
  • fissata in maniera sicura;
  • raggiungibile con entrambe le mani;
  • dotata di autonomia adeguata;
  • sufficientemente potente per l’ambiente.

Le batterie devono essere controllate e mantenute secondo le istruzioni del produttore.

Strumenti da taglio

Reti, lenze, sagole, cime e fili sottili possono avvolgere:

  • rubinetti;
  • pinne;
  • fruste;
  • erogatori;
  • torce;
  • scooter;
  • moschettoni.

Un solo grande coltello montato sul polpaccio potrebbe essere irraggiungibile quando il subacqueo è bloccato.

In ambienti con rischio d’impigliamento è spesso ragionevole disporre di due strumenti diversi e collocati in punti differenti, per esempio:

  • tagliasagole;
  • forbici;
  • piccolo coltello;
  • cesoia adatta al materiale previsto.

Gli strumenti devono essere selezionati in base al pericolo reale. Un tagliasagole efficace sul monofilamento potrebbe non esserlo su una cima spessa o su un cavo.

L’esercitazione deve comprendere il recupero con entrambe le mani.

Computer e strumenti di profondità

Un secondo computer può essere utile quando la perdita dello strumento principale renderebbe impossibile seguire correttamente il profilo.

Per essere utilizzabile, il backup deve:

  • accompagnare il subacqueo dall’inizio dell’immersione;
  • essere impostato sulla miscela corretta;
  • avere parametri compatibili con il piano;
  • essere conosciuto dal subacqueo;
  • essere leggibile nelle condizioni previste.

Un computer lasciato sulla barca o acceso a metà immersione non conosce la reale esposizione del subacqueo.

Nelle immersioni senza decompressione, un guasto può richiedere l’interruzione controllata dell’immersione secondo l’addestramento ricevuto. Nelle immersioni tecniche, il backup può comprendere:

  • secondo computer;
  • profondimetro e timer indipendenti;
  • piano scritto;
  • runtime;
  • tabelle di emergenza.

La ridondanza strumentale non autorizza a ignorare il piano o a proseguire automaticamente dopo un guasto.

Segnalazione in superficie

Un subacqueo separato che riemerge lontano dalla barca deve poter essere visto e sentito.

L’equipaggiamento personale può comprendere:

  • DSMB ad alta visibilità;
  • spool o reel;
  • fischietto;
  • specchietto;
  • torcia o strobe;
  • dispositivo elettronico di localizzazione o comunicazione, ove appropriato e consentito.

DAN raccomanda per le immersioni dalla barca che ogni subacqueo disponga di boa di segnalazione, fischietto e torcia, perché aumentano la visibilità in caso di separazione.

Un DSMB è utile soltanto se il subacqueo sa lanciarlo mantenendo assetto e profondità. Il suo impiego deve essere praticato in condizioni controllate prima di doverlo utilizzare in corrente o durante una risalita reale.

La ridondanza del compagno

Il compagno viene spesso definito la principale ridondanza del subacqueo. L’affermazione è corretta solo quando la coppia:

  • rimane abbastanza vicina;
  • comunica regolarmente;
  • conosce l’attrezzatura reciproca;
  • possiede capacità compatibili;
  • ha condiviso il piano;
  • è pronta a interrompere l’immersione;
  • dispone di gas sufficiente per entrambi.

Un compagno distante, distratto o incapace di utilizzare la nostra configurazione non è una fonte di ridondanza immediatamente disponibile.

Il controllo pre-immersione serve anche a familiarizzare con posizione e funzionamento dell’attrezzatura del compagno. BSAC include il buddy check tra le misure preventive delle immersioni in acque libere.

Quando la ridondanza diventa controproducente

L’aggiunta indiscriminata di attrezzatura può produrre nuovi problemi.

Aumento della complessità

Più componenti significano più:

  • fruste;
  • moschettoni;
  • valvole;
  • batterie;
  • controlli;
  • manutenzione;
  • possibili errori di configurazione.

Maggiore resistenza idrodinamica

Attrezzatura appesa e non ordinata aumenta lo sforzo e il consumo.

Rischio d’impigliamento

Fruste, cinghie e accessori non fissati creano punti di cattura.

Sovraccarico mentale

Il subacqueo può dedicare troppa attenzione alla gestione dell’attrezzatura e meno a:

  • profondità;
  • gas;
  • navigazione;
  • assetto;
  • compagno.

Falsa sicurezza

Una bombola di riserva non rende prudente un piano altrimenti inadeguato. Un doppio computer non compensa un profilo aggressivo. Due torce non autorizzano a entrare in una grotta senza addestramento.

La ridondanza non deve servire a superare i limiti di esperienza o brevetto.

Quale ridondanza per ogni immersione?

Immersione ricreativa semplice

Per un’immersione poco profonda, in buone condizioni e con risalita diretta possono essere adeguati:

  • fonte alternativa per il compagno;
  • strumenti di segnalazione;
  • sistema di zavorra sganciabile;
  • controllo accurato dell’attrezzatura;
  • compagno vicino e preparato.

Immersione profonda o in corrente

Diventano particolarmente importanti:

  • gestione realistica del gas;
  • DSMB e spool;
  • strumenti acustici e visivi;
  • fonte di gas adeguata al piano;
  • protezione termica;
  • navigazione;
  • supporto di superficie informato.

Immersione notturna

Sono normalmente necessari:

  • luce primaria;
  • luce di backup;
  • identificazione luminosa;
  • segnalazione di superficie;
  • bussola;
  • contatto molto stretto con il compagno.

Immersione con muta stagna e acqua fredda

Occorre considerare:

  • protezione termica sufficiente;
  • guanti compatibili con gli strumenti;
  • gestione della muta;
  • capacità di controllare la galleggiabilità;
  • possibilità di affrontare una perdita di gonfiaggio o uno scarico bloccato.

Immersione tecnica, decompressiva o in ambiente ostruito

La ridondanza diventa parte integrante della pianificazione e può coinvolgere:

  • gas;
  • erogatori;
  • galleggiabilità;
  • strumenti;
  • luci;
  • maschera;
  • strumenti da taglio;
  • linee e spool;
  • decompressione;
  • squadra;
  • supporto di superficie.

Queste configurazioni richiedono corsi specifici.

Una verifica pratica prima dell’ingresso

Prima di immergersi è utile porsi alcune domande:

  1. Quali guasti sono ragionevolmente possibili?
  2. Quali impedirebbero una risalita immediata?
  3. Dispongo di un’alternativa realmente indipendente?
  4. Posso raggiungerla con entrambe le mani?
  5. So usarla mantenendo l’assetto?
  6. Il mio compagno conosce la configurazione?
  7. Il gas di riserva è stato calcolato o soltanto stimato?
  8. Ho provato ogni sistema prima dell’immersione?
  9. Due dispositivi dipendono dalla stessa possibile causa di guasto?
  10. L’attrezzatura aggiunta produce più benefici che complicazioni?

Se non si riesce a rispondere chiaramente, la soluzione non consiste necessariamente nell’aggiungere un altro accessorio. Potrebbe essere necessario semplificare l’immersione.

Conclusione

La ridondanza non è una gara a chi porta più attrezzatura.

Una configurazione sicura è quella che:

  • affronta i guasti realmente prevedibili;
  • non presenta singoli punti critici ingiustificati;
  • rimane ordinata;
  • può essere gestita sotto stress;
  • è coerente con l’ambiente;
  • è conosciuta dal compagno;
  • è stata provata durante l’addestramento.

Nelle immersioni semplici può bastare una ridondanza limitata e ben organizzata. Nelle immersioni tecniche, decompressive o in ambienti ostruiti, la necessità aumenta perché non è possibile raggiungere immediatamente la superficie.

Il principio corretto non è “portare sempre due esemplari di tutto”, ma:

individuare ciò che non può permettersi di guastarsi e predisporre una soluzione indipendente, accessibile e realmente utilizzabile.

Pier Paolo "Gus" Liuzzo

Mi chiamo Pier Paolo Liuzzo. Vivo a Tortona, una piccola città in provincia di Alessandria, a metà strada tra Milano e Genova. Pilota di linea ed amante del mare; di quello che conserva e racchiude fra le sue acque.

https://www.gusdiver.com

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