Quando si parla delle grandi destinazioni subacquee mondiali è quasi automatico pensare a Maldive, Mar Rosso, Raja Ampat, Palau o Galápagos.
Il Mediterraneo viene spesso trattato come il mare nel quale ci immergiamo “quando non possiamo andare ai tropici”.
È un errore enorme.
Il nostro mare non possiede la stessa concentrazione di corallo tropicale.
Non offre normalmente squali ad ogni immersione.
Ma possiede qualcosa che pochissimi altri mari possono offrire con la stessa varietà:
storia, biodiversità, archeologia, pareti, relitti, grotte, correnti e ambienti profondamente differenti concentrati in uno spazio relativamente piccolo.
Possiamo entrare in acqua davanti a una parete ricoperta di corallo rosso in Liguria.
Il giorno dopo volare a Malta e attraversare un arco di roccia.
A Cipro possiamo nuotare accanto a un traghetto di 172 metri.
In Grecia possiamo osservare sul fondo anfore vecchie di oltre duemila anni.
In Croazia possiamo scendere su una nave della Prima guerra mondiale.
In Corsica possiamo trovarci circondati da enormi cernie.
Questa non vuole quindi essere una classifica assoluta.
Non esiste scientificamente “la decima immersione più bella del Mediterraneo”.
È una selezione di dieci esperienze profondamente differenti, ognuna delle quali racconta un volto diverso del nostro mare.
1. Secca dell’Isuela — Portofino, Italia
Tipologia
Parete / secca / coralligeno
Perché andarci
Per capire quanto può essere colorato il Mediterraneo quando un ambiente viene protetto e rispettato.
L’Area Marina Protetta di Portofino è uno dei grandi classici della subacquea italiana.
La costa che da Camogli corre verso Portofino non termina alla superficie.
Le falesie continuano sott’acqua formando pareti, secche e terrazzi rocciosi che precipitano rapidamente nel blu.
Tra i siti più conosciuti troviamo la Secca dell’Isuela.
La stessa AMP indica Isuela tra i siti di maggior pregio del settore occidentale insieme alla Punta della Targhetta, dove è possibile osservare pareti caratterizzate da una notevole presenza di corallo rosso.
Cosa aspettarsi
Scendendo troviamo:
- coralligeno;
- gorgonie;
- corallo rosso;
- anthias;
- murene;
- gronghi;
- cernie;
- nudibranchi.
Ma il fascino dell’Isuela non è soltanto biologico.
È la struttura stessa della secca.
Il subacqueo si muove lungo un ambiente tridimensionale che sembra sospeso nel blu.
Nei giorni di buona visibilità la prospettiva è spettacolare.
Perché è una immersione “da fare una volta”
Perché dimostra che per trovare pareti spettacolari non dobbiamo necessariamente volare ai tropici.
Portofino possiede un ambiente mediterraneo estremamente maturo e protetto.
Ed è inoltre facilmente raggiungibile dall’Italia settentrionale.
Un’immersione perfetta anche per chi vuole dedicarsi alla fotografia grandangolare senza uscire dal Paese.
Attenzione
L’attività subacquea nell’AMP è regolamentata e alcuni siti sono accessibili secondo specifiche modalità e autorizzazioni.
2. Scoglio del Medico e Secca della Colombara — Ustica, Italia
Tipologia
Secca / parete / grotte / pelagico
Perché andarci
Per immergersi in uno dei grandi santuari storici della subacquea italiana.
Ustica è una piccola isola vulcanica situata circa 67 chilometri a nord-ovest di Palermo.
La natura vulcanica dell’isola ha prodotto una costa profondamente articolata con:
- grotte;
- scogli;
- pareti;
- secche;
- archi;
- fondali che scendono rapidamente.
L’Area Marina Protetta individua numerosi itinerari specifici, tra cui Scoglio del Medico, Secca della Colombara, Secchitello, Punta dell’Arpa e diverse grotte.
Se dovessi concentrare una prima visita su due nomi sceglierei proprio Medico e Colombara.
Cosa rende Ustica diversa
Qui l’acqua può raggiungere trasparenze straordinarie.
Il fondale lavico crea strutture scure sulle quali pesci e gorgonie risaltano in modo spettacolare.
Tra gli incontri più caratteristici possiamo trovare:
- grandi cernie;
- barracuda;
- ricciole;
- dentici;
- murene;
- saraghi;
- nuvole di castagnole.
La sensazione è quella di un Mediterraneo più selvaggio rispetto a molte coste continentali.
Perché andarci almeno una volta
Perché Ustica non offre una singola immersione memorabile.
Offre un’intera settimana di immersioni memorabili.
E probabilmente è questa la sua vera forza.
Non si va a Ustica per spuntare un sito dalla lista.
Si va per capire perché generazioni di subacquei italiani la considerino una delle capitali mediterranee della subacquea.
3. La Montagna — Scilla, Italia
Tipologia
Monolite / parete / corrente
Profondità indicativa
35-40 metri
Se Ustica rappresenta il Mediterraneo vulcanico, Scilla rappresenta il Mediterraneo dominato dalle correnti.
Nello Stretto di Messina masse d’acqua provenienti da Ionio e Tirreno interagiscono all’interno di uno spazio stretto e dalla batimetria complessa.
Il risultato è un ambiente estremamente dinamico.
La Montagna è un enorme monolite sottomarino alto più di venti metri.
Il diving locale indica profondità nell’ordine dei 35-40 metri e descrive il sito come particolarmente ricco di gorgonie giallo-rosse, anthias, cerianti e alghe rosse.
L’immersione
Si scende nel blu fino a quando la sagoma della struttura comincia a comparire.
Prima sembra una semplice ombra.
Poi prende forma.
Quando ci si avvicina diventano visibili le gorgonie.
E improvvisamente la roccia si trasforma in un giardino.
Il vero spettacolo è osservare come la corrente abbia modellato l’intero ecosistema.
Le gorgonie non sono lì casualmente.
Sono orientate in funzione del flusso dell’acqua che trasporta nutrienti.
Per chi è indicata
Non è il sito che sceglierei per un subacqueo appena brevettato.
Le quote richiedono buona gestione di:
- gas;
- assetto;
- tempo;
- eventuale corrente;
- risalita.
Ma per un Advanced con esperienza rappresenta una delle immersioni italiane che meritano assolutamente il viaggio.
4. Mérouville — Lavezzi, Corsica
Tipologia
Reef roccioso / fauna
Profondità
circa 20-32 metri
Il nome significa praticamente:
“città delle cernie”.
E non è marketing inventato ieri.
Vicino alle Isole Lavezzi, nella Riserva delle Bocche di Bonifacio, il Sec du Pelu ospita una concentrazione straordinaria di cernie brune.
Il portale turistico ufficiale della Corsica indica Mérouville tra le dieci immersioni da non perdere dell’isola, riportando profondità comprese fra 20 e 32 metri e la presenza di grandi cernie che possono superare i 30 kg.
Perché è speciale
Chi ha fatto immersioni nel Mediterraneo sa che incontrare una cernia non è raro.
La differenza qui è il comportamento.
In un ambiente protetto e abituato alla presenza controllata dei subacquei, alcuni esemplari mostrano un livello di confidenza sorprendente.
Si può avere davanti una grande cernia che ci osserva con la stessa curiosità con cui noi osserviamo lei.
È uno degli incontri più belli che il Mediterraneo possa offrire.
La lezione di Mérouville
Questa immersione insegna qualcosa di importante.
Quando smettiamo di pescare e disturbare sistematicamente grandi predatori costieri, questi possono tornare.
Il Mediterraneo non è necessariamente povero.
Molto spesso è un mare che abbiamo impoverito.
Le riserve mostrano cosa potrebbe essere.
5. Donator — Porquerolles, Francia
Tipologia
Relitto
Profondità
35-52 metri
Livello
Esperto / profondo
Il Donator, nome con cui è conosciuto il Prosper Schiaffino, rappresenta una delle immersioni su relitto più iconiche del Mediterraneo francese.
Il cargo colpì una mina il 10 novembre 1945 nei pressi di Porquerolles e affondò rapidamente.
Oggi il relitto si trova tra circa 35 e 52 metri.
Il Parco Nazionale di Port-Cros avverte espressamente che il sito può essere interessato da correnti forti, talvolta violente.
Cosa si vede
La struttura conserva elementi estremamente scenografici:
- ponte;
- stive;
- elica;
- timone;
- passaggi esterni;
- strutture colonizzate.
Ma la vera firma del Donator sono spesso le gorgonie.
La combinazione tra metallo e vita marina crea quell’atmosfera che rende i relitti mediterranei profondi così differenti da quelli tropicali.
Perché è nella lista
Perché è contemporaneamente:
- storia;
- biologia;
- profondità;
- corrente;
- fotografia.
È anche un’immersione che impone rispetto.
A 50 metri non si improvvisa.
Nota fondamentale
Penetrare un relitto non significa semplicemente attraversare una porta aperta.
L’ambiente overhead richiede formazione e attrezzatura specifiche.
Lo stesso Parco ricorda i rischi legati a:
- reti;
- lamiere;
- strutture instabili;
- perdita di orientamento.
Il Donator è magnifico anche osservato dall’esterno.
6. Carall Bernat — Isole Medes, Spagna
Tipologia
Parete / reef / corrente
Profondità
da pochi metri fino a circa 40-50 metri a seconda dell’itinerario
Le Isole Medes, davanti a L’Estartit sulla Costa Brava, sono uno degli esempi più evidenti di quello che la protezione marina può produrre.
Il portale turistico ufficiale descrive l’arcipelago come una delle più importanti riserve di flora e fauna del Mediterraneo occidentale, con oltre 600 specie animali negli ambienti profondi e una grande presenza di cernie, gorgonie e organismi del coralligeno.
Tra i siti più celebri troviamo Carall Bernat.
L’immersione
La struttura permette diversi itinerari.
Si può rimanere relativamente poco profondi oppure seguire le pareti verso quote decisamente più impegnative.
Sono tipici:
- grandi blocchi;
- gorgonie;
- cernie;
- murene;
- barracuda;
- occasionali aquile di mare;
- moltissimo pesce.
I diving locali indicano un range che può andare da circa 5-6 fino a 40-50 metri, in funzione dell’itinerario.
Corrente
Può essere significativa.
Ed è proprio questa corrente a contribuire all’abbondanza biologica.
Come a Scilla, il concetto non è:
“La corrente è cattiva.”
La corrente è parte del sistema.
Bisogna semplicemente saperla gestire e scegliere il momento corretto.
7. Blue Hole — Gozo, Malta
Tipologia
Formazione geologica / arco / parete
Profondità massima del percorso classico
circa 25 metri
Il Blue Hole di Gozo è probabilmente uno dei siti subacquei più fotografati d’Europa.
Dalla superficie appare come una piscina naturale scavata nella roccia calcarea.
Ma il vero spettacolo comincia sott’acqua.
Una volta scesi, un grande arco mette in comunicazione il Blue Hole con il mare aperto.
Visit Gozo indica per il percorso classico una profondità media di circa 15 metri e massima intorno ai 25, classificandolo come sito Advanced.
Il passaggio nell’arco
Partiamo in una zona relativamente protetta.
Scendiamo.
Davanti compare l’apertura.
Oltre l’arco il blu del Mediterraneo diventa improvvisamente intenso.
Attraversarlo è uno di quei momenti che spiegano perché la subacquea sia uno sport così visivo.
Dopo l’arco
L’immersione può continuare lungo:
- pareti;
- massi;
- reef;
- cavità esterne.
Gozo è infatti famosa non soltanto per il Blue Hole ma per l’intero sistema di:
- tunnel;
- grotte;
- camini;
- archi;
- drop-off.
È una destinazione nella quale una settimana passa velocemente.
8. MS Zenobia — Larnaca, Cipro
Tipologia
Grande relitto
Profondità
16-42 metri
Lunghezza
172 metri
Se esiste un relitto mediterraneo che può giustificare da solo un viaggio, probabilmente è Zenobia.
Il traghetto ro-ro svedese affondò nel 1980 durante il suo viaggio inaugurale.
Oggi riposa sul fianco davanti a Larnaca.
Le dimensioni sono enormi:
172 metri di lunghezza.
La parte più alta si trova intorno ai 16-17 metri, mentre il fondo raggiunge circa 42 metri.
Perché è straordinario
Molti relitti devono essere osservati quasi interamente a profondità elevata.
Zenobia no.
La parte superiore è già visibile a quote relativamente accessibili.
Questo significa che due subacquei con livelli differenti possono visitare la stessa nave attraverso itinerari completamente diversi.
I camion
L’immagine simbolo dello Zenobia sono probabilmente i camion che trasportava.
Quando la nave si è adagiata sul fianco parte del carico è rimasto in posizione o è precipitato sul fondo.
Trovarsi davanti a un camion sott’acqua crea una strana alterazione delle proporzioni.
Improvvisamente comprendiamo davvero quanto sia grande la nave.
Vita marina
Il relitto è diventato un enorme reef artificiale.
L’ente turistico cipriota segnala:
- barracuda;
- cernie;
- murene;
- tartarughe;
- ricciole;
- polpi;
- razze;
- numerosi invertebrati.
Una immersione non basta
Questo è importante.
Zenobia non dovrebbe essere considerato:
“un relitto che faccio una mattina.”
Per conoscerlo realmente servono diverse immersioni.
Una per l’esterno.
Una per poppa e carico.
Una per altre sezioni.
E solo i subacquei adeguatamente formati dovrebbero valutare eventuali penetrazioni.
9. Baron Gautsch — Istria, Croazia
Tipologia
Relitto storico
Profondità
28-39/40 metri
Lunghezza
circa 89 metri
Il Baron Gautsch è uno dei grandi relitti dell’Adriatico.
La nave passeggeri austro-ungarica affondò il 13 agosto 1914 dopo aver urtato una mina.
Oggi riposa in assetto verticale al largo di Rovigno.
La profondità minima è circa 28 metri e quella massima circa 39-40 metri.
La discesa
Il relitto appare lentamente dal blu.
Prima le strutture superiori.
Poi il ponte.
Poi l’intero scafo.
L’effetto è molto diverso dallo Zenobia.
Zenobia è gigantesco e moderno.
Baron Gautsch trasmette immediatamente il senso di una nave appartenente a un’altra epoca.
Un luogo storico
È fondamentale ricordare che l’affondamento provocò numerose vittime.
Non è soltanto un oggetto per subacquei.
È un sito storico e memoriale.
L’immersione è inoltre regolamentata: l’accesso è consentito attraverso diving autorizzati e l’ingresso nel relitto è limitato per motivi di sicurezza.
Perché vale il viaggio
Perché combina perfettamente:
- storia;
- struttura navale;
- profondità;
- atmosfera;
- vita marina.
E per un subacqueo italiano è relativamente vicino.
10. Relitto di Peristera — Alonissos, Grecia
Tipologia
Archeologia subacquea
Profondità
circa 23-28 metri
Epoca
V secolo a.C.
Ho volutamente lasciato questa immersione per ultima perché rappresenta qualcosa di completamente diverso.
Non c’è una nave moderna.
Non c’è un ponte.
Non esiste più lo scafo nel modo in cui immaginiamo normalmente un relitto.
Sul fondo troviamo invece un enorme carico di anfore antiche.
Il relitto di Peristera risale circa al 425-400 a.C. ed era una nave mercantile lunga circa trenta metri.
Trasportava oltre 3.000 anfore, principalmente destinate al trasporto di vino.
Il “Partenone dei relitti”
L’importanza archeologica del sito è tale che è stato soprannominato:
“il Partenone dei relitti”.
Le anfore sono ancora disposte sul fondale seguendo in parte il profilo dell’antico carico.
E qui avviene qualcosa di raro.
Il subacqueo non sta osservando una ricostruzione in un museo.
Sta osservando il sito archeologico nel punto nel quale la nave affondò oltre duemila anni fa.
Oggi è visitabile
Peristera è uno degli Accessible Underwater Archaeological Sites greci.
Le immersioni vengono effettuate esclusivamente attraverso centri autorizzati e con guide certificate.
La profondità è circa 23-28 metri.
Il sito è monitorato e vigono regole molto severe.
Non si tocca.
Non si sposta.
Non si raccoglie nulla.
Esattamente come dovrebbe essere.
Perché chiudere la lista con Peristera
Perché ci ricorda una caratteristica unica del Mediterraneo.
Qui l’uomo naviga da migliaia di anni.
Sotto la superficie non troviamo soltanto natura.
Troviamo la nostra stessa storia.
Riassumiamo: quale scegliere?
Se amate principalmente la vita marina:
Mérouville
per le grandi cernie.
Isole Medes
per densità di pesce e protezione.
Ustica
per il Mediterraneo più selvaggio.
Se amate le pareti e il coralligeno:
Portofino
Scilla
Carall Bernat
sono tre mondi differenti ma straordinari.
Se amate i relitti:
Zenobia
è il gigante.
Donator
è l’icona francese.
Baron Gautsch
è la storia austro-ungarica dell’Adriatico.
Se amate l’archeologia:
Peristera
non ha praticamente concorrenti in questa lista.
Se amate la geologia:
Blue Hole di Gozo
offre uno degli scenari più fotogenici del Mediterraneo.
Qual è la più difficile?
Non bisogna confondere “più bella” con “più profonda”.
Tra queste immersioni troviamo ambienti molto diversi.
Alcuni itinerari del Blue Hole possono essere relativamente accessibili.
Altri siti, come Donator, raggiungono oltre 50 metri e richiedono competenze che escono dalla normale immersione ricreativa.
Anche Baron Gautsch e alcune parti di Zenobia si trovano vicino al limite ricreativo.
Il principio è sempre lo stesso:
non bisogna modificare i propri limiti per raggiungere il sito.
Bisogna modificare il percorso sul sito in funzione dei propri limiti.
E il Nitrox?
Su molti di questi siti può essere estremamente utile.
Particolarmente nelle immersioni ripetitive comprese tra circa 20 e 35 metri.
Ma il Nitrox non “rende sicura una immersione profonda”.
La percentuale di ossigeno determina una MOD, Maximum Operating Depth.
Più ossigeno significa meno azoto, ma anche un limite di profondità legato alla pressione parziale di O₂.
Quindi:
- analizzare sempre la bombola;
- segnare la miscela;
- conoscere la MOD;
- impostare il computer.
Quanto tempo dedicare a ogni destinazione?
Un altro errore consiste nel programmare questi siti come singole immersioni isolate.
Portofino
Almeno 2-3 giorni.
Ustica
Idealmente 5-7 giorni.
Scilla
3-4 giorni.
Corsica
4-7 giorni.
Porquerolles
3-4 giorni.
Isole Medes
3-5 giorni.
Gozo
5-7 giorni.
Cipro
Almeno 2 giorni sullo Zenobia, meglio una settimana sull’isola.
Istria
3-5 giorni.
Alonissos
Una settimana permette di combinare archeologia e altri siti.
Una destinazione subacquea non dovrebbe essere consumata.
Dovrebbe essere esplorata.
Una lista inevitabilmente incompleta
Qualcuno leggendo questa selezione dirà:
“Manca Malta.”
Qualcun altro:
“Manca l’Elba.”
Oppure:
“Manca Pantelleria.”
“Manca Vis.”
“Mancano le Tremiti.”
“Manca Capo Caccia.”
Ed avrà ragione.
Il problema è che scegliere soltanto dieci immersioni in Mediterraneo significa necessariamente lasciarne fuori decine.
Ed è proprio questo il punto.
Il Mediterraneo è molto più ricco subacqueamente di quanto spesso immaginiamo.
Il grande vantaggio per un subacqueo italiano
Possiamo raggiungere molte di queste destinazioni senza viaggi intercontinentali.
Alcune in automobile.
Altre con un traghetto.
Quasi tutte con voli relativamente brevi.
Questo significa che possiamo costruire negli anni un vero progetto:
“Le grandi immersioni del Mediterraneo”.
Una destinazione alla volta.
Una settimana alla volta.
Il Mediterraneo non deve imitare i tropici
Forse il modo migliore di apprezzare queste immersioni consiste nello smettere di confrontarle continuamente con il Mar Rosso.
Una gorgonia rossa non deve sembrare un corallo tropicale.
Una cernia bruna non deve competere con uno squalo.
Un relitto austro-ungarico non deve avere attorno mille pesci colorati.
Il Mediterraneo possiede una propria identità.
È più discreto.
Bisogna cercare.
Bisogna illuminare una parete.
Bisogna guardare dentro un anfratto.
Bisogna voltarsi verso il blu.
E soprattutto bisogna conoscere la storia del luogo nel quale ci stiamo immergendo.
Conclusioni
Dieci immersioni.
Cinque grandi categorie:
natura.
Geologia.
Relitti.
Archeologia.
Corrente.
Dalla Secca dell’Isuela alle anfore di Peristera, passando per le cernie di Lavezzi e il gigantesco Zenobia, ogni sito racconta una parte diversa dello stesso mare.
Ed è forse questa la caratteristica più bella del Mediterraneo.
Non offre sempre lo spettacolo immediato di un reef tropicale.
Ma ricompensa chi impara ad osservarlo.
Una parete apparentemente scura diventa rossa quando accendiamo la torcia.
Una secca apparentemente vuota si riempie di barracuda.
Un ammasso di ferro diventa la storia di una nave.
Un gruppo di anfore diventa una rotta commerciale vecchia di 2.400 anni.
Il Mediterraneo richiede attenzione.
E quando gliela concediamo, mostra tutta la propria complessità.
Per questo un subacqueo europeo non dovrebbe considerarlo semplicemente il mare “di casa”.
Dovrebbe considerarlo una destinazione.
Una destinazione enorme che, dopo centinaia di immersioni, può ancora regalarci qualcosa che non abbiamo mai visto.
E forse è proprio questo il bello.
Alcune delle migliori immersioni della nostra vita potrebbero trovarsi molto più vicino a casa di quanto pensiamo.
Nota di sicurezza
Profondità e caratteristiche riportate sono indicative e possono variare in funzione del percorso, delle condizioni e delle normative locali. Alcuni siti citati comprendono immersioni profonde, correnti, relitti o potenziali ambienti overhead. Affrontare esclusivamente itinerari compatibili con certificazioni, esperienza e configurazione possedute e verificare sempre regolamenti e condizioni aggiornati presso diving center e autorità locali.
