Quando un subacqueo italiano pensa a un viaggio, spesso guarda immediatamente molto lontano.
Mar Rosso.
Maldive.
Indonesia.
Filippine.
Eppure dall’altra parte dell’Adriatico esiste una destinazione che offre relitti, pareti verticali, grotte, canyon, gorgonie e acqua spesso straordinariamente limpida senza dover attraversare mezzo pianeta.
Quella destinazione è la Croazia.

Con una costa estremamente frastagliata e centinaia di isole e isolotti, l’Adriatico croato offre un’enorme quantità di ambienti differenti. La geologia calcarea crea pareti, cavità e canyon, mentre oltre un secolo di traffico marittimo e due guerre mondiali hanno lasciato sul fondo un patrimonio impressionante di relitti.
Non esiste quindi una sola “Croazia subacquea”.
Esistono almeno quattro grandi mondi:
Istria.
Quarnaro.
Dalmazia settentrionale.
Dalmazia centrale e meridionale.
E ciascuno meriterebbe un viaggio autonomo.
Perché scegliere la Croazia per un viaggio subacqueo

Il primo motivo è la varietà.
Nello stesso Paese possiamo passare da un piroscafo austro-ungarico affondato nel 1914 a una grotta illuminata da fasci di luce, da una parete ricoperta di gorgonie a un aereo della Seconda guerra mondiale.
Il secondo è la logistica.
Per un subacqueo italiano, soprattutto del Nord e del Centro Italia, la Croazia può essere raggiunta anche via terra. I collegamenti marittimi stagionali dall’Italia possono costituire un’altra possibilità, ma rotte e frequenze cambiano e devono essere controllate al momento della pianificazione.
Il terzo motivo è la possibilità di costruire il viaggio sul proprio livello.
Esistono immersioni relativamente semplici a 10-20 metri.
E altre che superano i 40, 50 o addirittura 70 metri e appartengono chiaramente al mondo tecnico.
La Croazia può quindi essere contemporaneamente destinazione per un Open Water e meta da sogno per un trimix diver.
Ovviamente non sulle stesse immersioni.
Quando andare a fare immersioni in Croazia
La stagione più semplice per organizzare un viaggio va generalmente dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, con il grosso dell’attività turistica tra maggio e ottobre.
Luglio e agosto offrono acqua superficiale più calda ma coincidono anche con il periodo di maggiore affluenza.
Personalmente considero particolarmente interessanti giugno e settembre.
Meno folla.
Temperature generalmente gradevoli.
Buona operatività dei diving.

Ma esiste un particolare che chi arriva dal Mediterraneo meridionale non dovrebbe sottovalutare:
il termoclino.
In estate la superficie può essere molto calda mentre a profondità maggiori la temperatura scende in maniera netta.
Sul ponte di un relitto a 30-40 metri la situazione può quindi essere molto diversa da quella percepita entrando in acqua. Una guida aggiornata del 2026 evidenzia proprio la forte stagionalità termica dell’Adriatico e la possibilità di incontrare in estate acqua sensibilmente più fredda sotto il termoclino.
Una muta scelta esclusivamente osservando la temperatura superficiale può quindi trasformare una bella immersione in quaranta minuti di freddo.
Attenzione alla Bora
Un altro elemento da conoscere è la Bora, il forte vento catabatico che può interessare soprattutto l’Adriatico settentrionale e centrale.
Quando arriva seriamente, non è qualcosa con cui discutere.
Può modificare rapidamente lo stato del mare e causare cancellazioni delle uscite.
Un viaggio subacqueo in Croazia dovrebbe quindi prevedere un minimo di flessibilità.
Organizzare quattro giorni pensando di fare necessariamente otto specifiche immersioni significa esporsi a delusioni.
Meglio avere:
- siti alternativi;
- giornate di margine;
- immersioni costiere disponibili;
- attività terrestri di riserva.
1. Baron Gautsch: il grande classico dell’Istria
Cominciamo dal relitto probabilmente più famoso della Croazia.
Il Baron Gautsch era un piroscafo passeggeri austro-ungarico.
Il 13 agosto 1914 entrò in un campo minato e affondò rapidamente con una pesante perdita di vite umane.
Oggi il relitto riposa in posizione verticale al largo dell’Istria.
Profondità
Il ponte superiore si trova intorno ai 28 metri.
Il fondo arriva a circa 40-42 metri.
L’impatto visivo è enorme.
Scendendo lungo la cima di ormeggio, la sagoma della nave compare gradualmente nel blu.
Poi si distinguono ponte, aperture, sovrastrutture.
Dopo oltre un secolo il relitto è diventato anche un reef artificiale, colonizzato da:
- spugne;
- nudibranchi;
- gronghi;
- scorfani;
- crostacei;
- banchi di pesce.
Il Baron Gautsch è inoltre un bene culturale protetto e le immersioni vengono effettuate attraverso centri autorizzati.
Livello
Non lo considererei un’immersione da neo-brevettato.
Il ponte comincia già in zona Advanced e il fondo si trova al limite o oltre il normale range ricreativo, a seconda delle qualifiche.
Assetto, gestione del gas e controllo del tempo sono essenziali.
E qualsiasi penetrazione del relitto richiede formazione specifica.
2. Peltastis: il relitto perfetto per iniziare
Ci spostiamo verso Krk, nel Quarnaro.
Qui troviamo il Peltastis, conosciuto localmente anche come Grk, “il greco”.
Il mercantile affondò nel 1968.
Oggi riposa diritto sul fondo e rappresenta uno dei relitti più accessibili e frequentati della Croazia.
La nave è lunga circa 60 metri.
La parte superiore dell’albero arriva a circa 7-8 metri, mentre la profondità massima raggiunge circa 32 metri.
Questo permette di costruire profili molto differenti.
Un subacqueo meno esperto può osservare le parti superiori.
Un Advanced può esplorare una porzione molto maggiore della struttura.
Un wreck diver adeguatamente addestrato può affrontare percorsi più specifici secondo le procedure previste.
Perché mi piace come destinazione
Perché permette di capire cosa significhi realmente immergersi su un relitto senza dover cominciare direttamente a 40 metri.
La sagoma è chiara.
Le strutture sono facilmente riconoscibili.
E la progressione verticale consente una gestione dell’immersione molto intuitiva.
3. Lina: uno dei relitti più belli del Quarnaro
Vicino all’isola di Cres riposa la nave mercantile Lina.
Il relitto si sviluppa indicativamente tra 21 e 52 metri e gode spesso di ottima visibilità.
La profondità racconta già tutto.
Possiamo osservare le parti superiori mantenendo un profilo relativamente conservativo.
Ma per visitare le zone inferiori servono qualifiche ed esperienza adeguate.
È proprio questa possibilità di costruire immersioni su “strati” differenti che rende molti relitti croati particolarmente interessanti.
La nave non è semplicemente un punto alla profondità X.
È una struttura tridimensionale.
E ogni quota racconta una storia differente.
4. Premuda Cathedral: la cattedrale sommersa
Lasciamo temporaneamente i relitti.
Sull’isola di Premuda troviamo una delle immersioni più fotogeniche dell’Adriatico.
La Premuda Cathedral è un sistema di grandi cavità e volte naturali.
La roccia calcarea presenta numerose aperture dalle quali penetra la luce.
Il risultato, nelle giornate giuste, è spettacolare.
Fasci luminosi attraversano l’acqua creando l’impressione di trovarsi all’interno di una cattedrale.
Da qui il nome.
Le profondità indicate dalla guida turistica subacquea croata vanno da circa 10 a 35 metri e il sito è conosciuto per buona visibilità e condizioni generalmente favorevoli.
Fotografia
Qui il grandangolo è praticamente obbligatorio.
Il soggetto non è un nudibranco.
Il soggetto è lo spazio.
Una buona fotografia dovrebbe comprendere:
- apertura nella roccia;
- fascio di luce;
- silhouette del subacqueo;
- profondità dell’ambiente.
Naturalmente qualsiasi percorso che comporti reale ambiente ostruito deve essere affrontato nel rispetto della formazione posseduta.
5. Kornati: pareti nel blu
Le Isole Kornati rappresentano uno dei paesaggi più riconoscibili della Croazia.
In superficie sembrano quasi nude.
Roccia chiara.
Vegetazione scarsa.
Mare blu intenso.
Sott’acqua il paesaggio cambia.
Uno dei siti classici è Balun, caratterizzato da una formazione simile a un capo sommerso con pareti che precipitano verso profondità superiori ai 50 metri.
Le gorgonie rosse rappresentano uno dei principali elementi scenografici.
Le profondità riportate vanno da circa 20 metri a oltre 50, con visibilità spesso eccellente e possibili correnti.
Questa è la classica immersione nella quale la disciplina della quota è fondamentale.
Una parete verticale non offre riferimenti orizzontali.
Se l’acqua è estremamente limpida, 45 metri possono sembrare 25.
Il computer, non la sensazione, stabilisce dove siamo.
6. Vis: l’isola dei relitti
Se dovessi consigliare una sola isola croata a un appassionato di wreck diving, probabilmente sceglierei Vis.
La sua storia militare e marittima ha lasciato nei dintorni una quantità eccezionale di obiettivi.
Per decenni l’isola fu inoltre una zona militare con accesso fortemente limitato e venne riaperta ai visitatori soltanto alla fine degli anni Ottanta.
Oggi è uno dei grandi punti di riferimento della subacquea croata.
7. Vassilios
Il Vassilios è un mercantile greco lungo circa cento metri situato vicino a Komiža.
Giace inclinato sul fianco lungo un pendio sabbioso.
La profondità varia indicativamente tra 22 e 55 metri.
La particolarità è la prospettiva.
Poiché la nave è inclinata, il ponte sembra quasi trasformarsi in una parete.
E proprio come su una parete naturale, la profondità può ingannare.
Ci si muove lungo la nave concentrandosi su strutture e vita marina e improvvisamente ci si accorge di essere molto più profondi del previsto.
È un’immersione che richiede attenzione costante.
8. Teti
Sempre vicino a Komiža troviamo il Teti.
È più piccolo e meno integro del Vassilios, ma presenta un grande vantaggio:
si sviluppa indicativamente tra 10 e 33 metri.
Questo lo rende interessante anche per subacquei che non vogliono affrontare profondità particolarmente elevate.
Il relitto è noto anche per la presenza di gronghi.
È una buona dimostrazione del fatto che “relitto più profondo” non significa automaticamente “relitto più bello”.
A volte un’immersione meno impegnativa permette di dedicare più tempo all’osservazione e alla fotografia.
9. Kobila, Biševo
Vicino alla celebre Grotta Azzurra di Biševo si trova Kobila.
Qui non è una nave a dominare lo scenario.
Troviamo:
- pareti;
- canyon;
- enormi blocchi di roccia;
- gorgonie gialle e rosse;
- coralligeno.
Le profondità vanno approssimativamente da 20 a 50 metri e la zona è nota per l’eccellente trasparenza dell’acqua.
È una delle immersioni che consiglierei a chi arriva a Vis pensando esclusivamente ai relitti.
Perché dimostra quanto sarebbe riduttivo considerare l’isola soltanto una destinazione wreck.
10. Sušac e Kap Trišćavac
Più lontano dalle rotte turistiche principali troviamo Sušac.
Il sito di Kap Trišćavac presenta pareti, canyon, piccole cavità e grandi colonie di gorgonie.
Le profondità indicate vanno da circa 15 a 60 metri.
Anche qui il vero pericolo psicologico è la limpidezza dell’acqua.
Quando la visibilità è elevata, il fondo sembra vicino.
La profondità sembra inferiore.
Il subacqueo deve quindi affidarsi agli strumenti.
Non all’occhio.
11. E il B-17 di Vis?
Esiste poi una categoria completamente differente.
Al largo di Vis riposa un B-17 Flying Fortress americano della Seconda guerra mondiale.
Il velivolo si trova intorno ai 70-72 metri.
Questo dato dovrebbe essere sufficiente per chiarire un punto:
non è una normale immersione ricreativa profonda.
Parliamo di immersione tecnica con miscele adeguate, ridondanza, decompressione pianificata e formazione specifica.
Non è l’immersione da inserire in vacanza perché “tanto sono Advanced”.
È invece uno degli obiettivi più affascinanti dell’Adriatico per chi possiede realmente formazione ed esperienza tecnica.
Ed è anche un sito storico da trattare con rispetto assoluto.
12. Dalmazia meridionale
Procedendo verso sud troviamo altri ambienti completamente differenti.
Pelješac, Korčula, Mljet e la zona di Dubrovnik offrono soprattutto:
- pareti;
- cavità;
- canyon;
- reef rocciosi;
- alcuni relitti.
Nell’area di Cavtat, ad esempio, gli isolotti di Bobara, Mrkan e Mrkanjac offrono pareti e cavità con profondità che possono raggiungere oltre 50 metri.
Per un viaggio misto tra immersioni, cultura e gastronomia, la Dalmazia meridionale è probabilmente una delle scelte più complete.
Cosa si vede in Croazia?
Chi arriva aspettandosi la densità biologica del Mar Rosso potrebbe inizialmente rimanere spiazzato.
L’Adriatico va osservato in modo diverso.
Bisogna rallentare.
Guardare negli anfratti.
Illuminare le pareti.
Tra gli incontri possibili troviamo:
- cernie;
- dentici;
- saraghi;
- gronghi;
- murene;
- polpi;
- aragoste;
- scorfani;
- nudibranchi;
- cavallucci marini in alcune aree;
- gorgonie;
- spugne;
- organismi del coralligeno.
E occasionalmente pelagici.
Ma la grande attrazione croata rimane probabilmente la combinazione fra morfologia e storia.
Quale zona scegliere?
Per il primo viaggio
Krk o Cres.
Logistica relativamente semplice e ampia scelta di immersioni.
Per i relitti
Vis.
Probabilmente la scelta più completa.
Per un grande relitto storico
Istria e Baron Gautsch.
Per grotte e giochi di luce
Premuda.
Per pareti e gorgonie
Kornati e Dalmazia.
Per combinare vacanza e immersioni
Korčula, Mljet o area di Dubrovnik.
Una settimana ideale
Un errore comune consiste nel voler attraversare tutta la Croazia durante un unico viaggio.
Non lo farei.
Le distanze sembrano ridotte sulla carta, ma spostamenti, traghetti e trasferimenti tra isole possono consumare intere giornate.
Meglio scegliere una regione.
Per esempio:
Giorno 1
Arrivo e sistemazione.
Giorno 2
Due immersioni di ambientamento.
Giorno 3
Relitto principale.
Giorno 4
Parete o grotta.
Giorno 5
Secondo relitto.
Giorno 6
Due immersioni oppure giornata di riserva meteorologica.
Giorno 7
Nessuna immersione prima del viaggio aereo, se si rientra volando, rispettando l’intervallo pre-volo previsto dalle raccomandazioni applicabili al proprio profilo.
Una struttura semplice e rilassata.
Molto meglio di cinque isole viste di corsa.
Configurazione dell’attrezzatura
Per normali immersioni ricreative sono sufficienti le configurazioni standard con cui il subacqueo è addestrato.
Aggiungerei però sempre:
DSMB
Particolarmente utile nelle immersioni dalla barca e nelle zone con traffico nautico.
Torcia
Indispensabile sui relitti e nelle cavità, ma sorprendentemente utile anche sulle pareti.
Computer
Ovviamente.
E possibilmente conosciuto bene prima del viaggio.
Protezione termica adeguata
Il termoclino dell’Adriatico non va sottovalutato.
Nitrox
Molto interessante per giornate con immersioni ripetitive, purché il subacqueo sia certificato e rispetti MOD e limiti di esposizione all’ossigeno.
Relitti: osservare non significa penetrare
Un punto merita una sezione specifica.
Vedere una porta aperta dentro un relitto non significa che sia sicuro attraversarla.
La penetrazione introduce rischi completamente differenti:
- perdita dell’accesso diretto alla superficie;
- sedimento;
- riduzione improvvisa della visibilità;
- impigliamento;
- strutture instabili;
- perdita dell’orientamento;
- necessità di una gestione del gas specifica.
Per questo un normale brevetto ricreativo non trasforma automaticamente il subacqueo in wreck penetration diver.
In molti casi la parte più bella di un relitto può tranquillamente essere osservata dall’esterno.
Rispetto per i relitti storici
Molti relitti dell’Adriatico non sono semplicemente “cose vecchie sul fondo”.
Sono luoghi nei quali sono morte persone.
Alcuni sono inoltre protetti come beni culturali.
Il comportamento corretto è quindi semplice:
guardare.
Fotografare.
Non prelevare.
Una tazza, un piatto, un pezzo di ottone o uno strumento lasciato sul relitto fa parte della storia del luogo.
Nella vetrina di casa perde quasi tutto il suo significato.
Quanto deve essere esperto un subacqueo?
Dipende completamente dall’immersione.
La Croazia offre siti perfetti per un Open Water.
Ma alcuni dei nomi più famosi coinvolgono profondità di 30-40 metri.
Altri superano abbondantemente i limiti ricreativi.
Per questo sceglierei il diving non chiedendo:
“Qual è l’immersione più bella?”
ma:
“Qual è l’immersione più bella compatibile con la mia esperienza?”
È una differenza enorme.
Croazia o Mar Rosso?
È una domanda che non ha molto senso perché sono destinazioni differenti.
Il Mar Rosso vince facilmente in densità di pesce tropicale e colore.
La Croazia offre però qualcosa che il Mar Rosso non può replicare nello stesso modo:
l’Adriatico europeo con il suo enorme patrimonio di storia marittima.
Una nave austro-ungarica.
Un mercantile italiano.
Un piroscafo greco.
Un aereo americano.
Una parete calcarea.
Una grotta illuminata dal sole.
Tutto concentrato lungo poche centinaia di chilometri di costa.
Conclusioni
La Croazia è una destinazione che molti subacquei italiani hanno paradossalmente troppo vicino per considerarla davvero esotica.
Ed è un errore.
Sotto la superficie dell’Adriatico orientale esiste un patrimonio subacqueo enorme.
Il Baron Gautsch racconta la storia dell’Impero austro-ungarico.
Il Peltastis permette di avvicinarsi al wreck diving a quote accessibili.
Premuda Cathedral trasforma la roccia calcarea in un edificio sommerso fatto di luce.
Le Kornati precipitano nel blu con le loro gorgonie.
Vis custodisce navi e aerei della Seconda guerra mondiale.
E tra un relitto e l’altro rimangono canyon, pareti, grotte e reef.
La cosa migliore?
Non serve necessariamente un viaggio dall’altra parte del mondo.
Per molti di noi basta attraversare l’Adriatico.
E scoprire che alcune delle immersioni più interessanti d’Europa erano praticamente dietro casa.
Nota di sicurezza
Le profondità indicate sono orientative e possono variare in funzione del punto esatto d’immersione. Accessibilità, autorizzazioni, stato dei relitti e modalità operative possono cambiare. Prima di programmare un’immersione verificare sempre informazioni aggiornate con un diving locale autorizzato e scegliere esclusivamente profili compatibili con certificazione, esperienza e attrezzatura.
