Silfra: cosa significa davvero immergersi tra due continenti in Islanda

Ci sono immersioni che ricordiamo per gli animali incontrati.

Altre per il relitto.

Altre ancora per la profondità, per una parete ricoperta di gorgonie o per una corrente particolarmente intensa.

Silfra appartiene a una categoria completamente diversa.

Qui praticamente non si viene per osservare pesci, coralli o relitti.

Si viene per nuotare attraverso una frattura geologica nel cuore dell’Islanda, immersi in un’acqua così limpida da alterare completamente la percezione delle distanze.

La temperatura rimane nell’ordine di 2-4 °C.

La visibilità può avvicinarsi ai 100 metri.

Ai lati del subacqueo si innalzano pareti di lava nera.

Sopra, la superficie sembra quasi inesistente.

Davanti, il blu diventa progressivamente più intenso fino a dare l’impressione di trovarsi sospesi nel vuoto.

Ed è qui, nel Parco Nazionale di Þingvellir, che si trova Silfra.

Una delle immersioni più insolite che si possano fare in Europa.


Dove si trova Silfra

Silfra si trova all’interno del Þingvellir National Park, nell’Islanda sud-occidentale, non lontano da Reykjavík.

Þingvellir è un luogo straordinario anche fuori dall’acqua.

È Patrimonio dell’Umanità UNESCO per il suo enorme valore storico e culturale ed è contemporaneamente uno dei luoghi più evidenti dove osservare sulla terraferma gli effetti della Dorsale Medio-Atlantica.

Qui il sistema tettonico che attraversa l’Islanda provoca l’allontanamento delle grandi masse crostali.

Il paesaggio è quindi caratterizzato da:

  • fratture;
  • faglie;
  • depressioni;
  • campi lavici;
  • pareti rocciose;
  • profonde spaccature riempite d’acqua.

Silfra è una di queste.

Il Parco Nazionale descrive Þingvellir come una valle di rift nella quale l’attività tettonica provoca l’allontanamento della placca nordamericana rispetto al sistema sul lato orientale. Il movimento regionale è dell’ordine di circa due centimetri l’anno, anche se la deformazione reale è distribuita su una zona molto più ampia e complessa di una singola linea.

Ed è proprio qui che nasce una delle frasi più famose del turismo subacqueo mondiale:

“immergersi tra due continenti”.

Ma vediamo cosa significa realmente.


Si è veramente tra la placca americana e quella europea?

Sì, ma con una precisazione importante.

Spesso le fotografie di Silfra vengono accompagnate dalla frase:

“Qui puoi toccare contemporaneamente la placca nordamericana e quella eurasiatica.”

È una descrizione molto suggestiva ma geologicamente un po’ semplificata.

Il confine tettonico islandese non è una linea sottile larga qualche metro.

È un sistema di rift e faglie largo diversi chilometri, all’interno del quale la crosta viene deformata e progressivamente separata.

La stessa documentazione attuale del Þingvellir National Park precisa che Silfra si trova nella zona di rift tra la placca nordamericana e il microblocco di Hreppar, all’interno del più vasto sistema di separazione fra Nord America ed Eurasia.

Questo non rende l’immersione meno straordinaria.

Anzi.

Significa che stiamo letteralmente nuotando all’interno di una zona attiva della Dorsale Medio-Atlantica.

Quello che normalmente si trova a migliaia di metri di profondità nell’oceano qui emerge sopra il livello del mare.

Silfra è una manifestazione diretta di questo gigantesco sistema geologico.


Da dove arriva quell’acqua incredibilmente limpida?

Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante di Silfra.

L’acqua proviene principalmente dal sistema glaciale legato al Langjökull.

L’acqua di fusione non raggiunge immediatamente Þingvellir.

Penetra invece nel terreno e attraversa lentamente enormi strati di lava basaltica porosa.

La lava funziona praticamente come un gigantesco filtro naturale.

Secondo il Parco Nazionale, il percorso sotterraneo può durare circa 30 anni prima che l’acqua riemerga nelle sorgenti che alimentano Silfra e il lago Þingvallavatn.

Durante questo viaggio vengono trattenute moltissime particelle.

Il risultato è un’acqua incredibilmente pura.

La visibilità ideale riportata dal Parco può arrivare a circa:

100 metri.

Per un subacqueo abituato ai 15-25 metri di buona visibilità mediterranea, la prima impressione può essere quasi destabilizzante.


Quando il cervello perde il riferimento

Sott’acqua valutiamo continuamente le distanze attraverso particelle, fondo, oggetti e variazioni cromatiche.

A Silfra molti di questi riferimenti scompaiono.

Una parete che sembra essere a dieci metri potrebbe essere molto più lontana.

Un subacqueo sembra quasi sospeso nell’aria.

In alcuni punti guardando davanti a sé si può vedere praticamente l’intera sezione del canyon.

La sensazione non è quella di immergersi nel mare.

Assomiglia piuttosto a volare lentamente attraverso una gola di roccia.

Ed è probabilmente questa, più ancora della tettonica, la caratteristica che rimane impressa.


Temperatura: il vero protagonista dell’immersione

L’acqua di Silfra rimane generalmente tra 2 e 4 °C durante tutto l’anno.

Questo cambia completamente l’approccio all’immersione.

Non è un luogo nel quale decidere:

“Provo la muta stagna per la prima volta.”

La stagna qui non è un optional.

È parte essenziale del sistema di sopravvivenza termica.

Il regolamento del Parco richiede infatti ai subacquei una muta stagna e attrezzatura completa adatta all’acqua fredda, compresi cappuccio e adeguata protezione termica.


Il volto rimane comunque esposto

Una cosa sorprende molti subacquei.

Nonostante la muta stagna, normalmente si utilizza un cappuccio in neoprene e una maschera tradizionale.

Una parte del viso entra quindi direttamente in contatto con acqua vicina allo zero.

I primi secondi possono essere intensi.

Il freddo provoca una reazione quasi immediata.

Poi la zona facciale tende ad adattarsi.

È una sensazione particolare e molto soggettiva.

La cosa importante è non interpretarla come un problema inatteso.

Fa parte dell’esperienza.


Guanti: la parte più delicata

Le mani sono spesso il punto nel quale il freddo viene percepito maggiormente.

Molti operatori utilizzano sistemi di guanti spessi o guanti stagni.

Ma anche con un’ottima protezione, dopo un certo tempo la sensibilità può diminuire.

Per questo prima dell’immersione conviene assicurarsi che:

  • inflator;
  • dump valve;
  • fruste;
  • computer;
  • GAV;
  • maschera;
  • fibbie;

siano facilmente utilizzabili anche indossando guanti pesanti.

Non è il luogo ideale per una configurazione appena acquistata e mai provata.


Requisiti per immergersi a Silfra

Qui bisogna fare attenzione perché online circolano informazioni differenti e talvolta obsolete.

Il regolamento attuale del Þingvellir National Park stabilisce che il subacqueo deve possedere una certificazione equivalente a un Autonomous Diver/Open Water e dimostrare competenza nell’uso della muta stagna.

Per la stagna viene richiesta:

  • una specifica certificazione dry suit;

oppure

  • documentazione di almeno 10 immersioni in muta stagna effettuate negli ultimi due anni.

Gli operatori possono inoltre applicare requisiti più restrittivi.

Per questo va sempre verificata la politica del diving scelto prima della prenotazione.


Perché l’esperienza in stagna è veramente necessaria

Chi utilizza abitualmente una muta umida potrebbe pensare:

“Sempre immersione è.”

Non proprio.

Una stagna introduce una seconda camera d’aria oltre al GAV.

Durante la discesa la pressione comprime il volume interno.

Bisogna compensare introducendo aria nella muta.

Durante la risalita quell’aria si espande.

Se non viene scaricata correttamente può migrare verso le gambe e creare una risalita incontrollata.

In acqua a 3 °C, in un ambiente stretto e con attrezzatura pesante, non è il momento ideale per imparare questa dinamica.

Prima di Silfra bisognerebbe essere perfettamente a proprio agio con:

  • assetto in stagna;
  • valvola di scarico;
  • gestione dell’aria;
  • recupero da posizione piedi-alti;
  • controllo della risalita;
  • regolazione della zavorra.

Quanto è profonda Silfra?

Geologicamente la frattura è molto più profonda delle quote normalmente visitate dai subacquei.

Il Parco riporta che alcune parti della struttura di Silfra possono raggiungere circa 60 metri di profondità.

Ma attenzione:

non significa che sia permesso immergersi a 60 metri.

Il regolamento del Þingvellir National Park stabilisce attualmente una profondità massima di 18 metri nelle immersioni ricreative autorizzate a Silfra.

È inoltre vietato entrare:

  • in grotte;
  • tunnel;
  • passaggi chiusi;
  • ambienti overhead.

Quindi Silfra non è una immersione profonda.

È una immersione ambientale e geologica.


Le quattro zone principali dell’immersione

Il percorso tradizionale attraversa quattro sezioni.

1. Big Crack

È il primo impatto con Silfra.

Si entra in una gola relativamente stretta delimitata da grandi blocchi di roccia vulcanica.

Le pareti verticali danno immediatamente la sensazione di entrare in una frattura della crosta terrestre.

Qui l’acqua può essere talmente trasparente che la scala dell’ambiente diventa difficile da percepire.

È uno dei punti migliori per le fotografie con il subacqueo inserito tra le pareti.


2. Silfra Hall

Il canyon si apre.

Lo spazio diventa più ampio e la luce cambia.

Le rocce assumono sfumature differenti:

  • nere;
  • grigie;
  • marroni;
  • verdi per la presenza di alghe.

Il subacqueo comincia anche ad abituarsi al freddo e alla configurazione.

È spesso qui che si smette di pensare all’attrezzatura e si comincia realmente a osservare l’ambiente.


3. Silfra Cathedral

Per molti è la sezione più spettacolare.

Il canyon diventa ampio e profondo.

Davanti si apre un corridoio blu praticamente perfetto.

La visibilità permette di osservare contemporaneamente:

  • fondo;
  • pareti;
  • subacquei;
  • superficie.

La sensazione tridimensionale è straordinaria.

È il punto che probabilmente genera la maggior parte delle fotografie iconiche di Silfra.

DIVE.IS descrive ufficialmente le quattro sezioni come Big Crack, Hall, Cathedral e Lagoon.


4. Silfra Lagoon

Alla fine il canyon si apre completamente.

La profondità diminuisce.

Il fondo diventa più chiaro e compaiono aree ricoperte da alghe.

Il paesaggio perde la verticalità drammatica della Cathedral ma acquista una luminosità incredibile.

Dopo il blu profondo della frattura, sembra quasi entrare in una gigantesca piscina naturale.


C’è corrente?

Sì.

Silfra è alimentata continuamente da acqua sorgiva.

La corrente normalmente aiuta il subacqueo a procedere lungo il percorso.

In questo senso l’immersione può assumere alcune caratteristiche di una drift dive molto lenta.

Il vantaggio è evidente:

non bisogna pinneggiare continuamente.

Il rovescio della medaglia è che tornare indietro contro corrente non è necessariamente semplice.

Per questo il percorso deve essere seguito esattamente secondo il briefing della guida.


Ci sono pesci?

Questa è una delle domande più frequenti.

La risposta è:

pochissimi, se confrontiamo Silfra con una normale immersione marina.

Non si viene qui per la fauna.

Il lago Þingvallavatn ospita popolazioni di salmerino artico, trota e spinarello, ma incontrare grandi quantità di pesce durante l’immersione a Silfra non è il motivo principale del viaggio.

La protagonista è la geologia.

Ed è strano perché, dopo anni passati a cercare cernie, squali, tartarughe e nudibranchi, ci si ritrova a considerare affascinante una parete di lava completamente vuota.


Fotografia subacquea

Silfra è un paradiso per il grandangolo.

Probabilmente uno dei luoghi nei quali un obiettivo fisheye trova maggiore giustificazione.

I soggetti principali sono:

  • pareti;
  • fenditure;
  • controluce;
  • silhouette;
  • compagno;
  • raggi solari;
  • linee geometriche delle rocce.

Il macro ha invece pochissimo senso.

Qui bisogna raccontare lo spazio.


Attenzione alla fotocamera

Portare una macchina fotografica aggiunge però complessità.

Con:

  • muta stagna;
  • guanti pesanti;
  • acqua a 3 °C;
  • corrente;
  • attrezzatura fredda;

una grande custodia con flash può diventare un ulteriore carico.

Per una prima immersione in stagna o con esperienza limitata nel freddo, la priorità dovrebbe essere il controllo dell’immersione.

Non la foto.

La fotografia migliore è inutile se distrugge assetto, gestione della quota o consapevolezza del compagno.


È un’immersione difficile?

Questa domanda richiede una risposta apparentemente contraddittoria.

Tecnicamente, non particolarmente.

La profondità è limitata.

Il percorso è abbastanza definito.

La visibilità è eccezionale.

Non esiste normalmente una lunga decompressione.

Fisicamente e logisticamente, può essere impegnativa.

La difficoltà arriva da altri elementi:

  • temperatura;
  • stagna;
  • equipaggiamento pesante;
  • ingresso e uscita;
  • gestione dei guanti;
  • condizioni atmosferiche esterne;
  • cammino con l’attrezzatura;
  • stress termico.

Una giornata islandese con vento, neve o pioggia può rendere il momento della vestizione più faticoso dell’immersione stessa.


E il freddo fuori dall’acqua?

Questo è un dettaglio spesso sottovalutato.

Sott’acqua abbiamo una muta stagna.

Fuori dall’acqua potremmo trovarci con:

  • vento;
  • temperature vicine allo zero;
  • mani bagnate;
  • cappuccio umido;
  • neve;
  • pioggia.

La fase più sgradevole può essere proprio quella compresa tra uscita e svestizione.

Vestiti caldi, berretto, guanti asciutti e ricambio sono quindi parte integrante della pianificazione.


Quale sottomuta?

Dipende dalla stagione e dal tipo di muta, ma Silfra richiede una protezione seria.

Non basta “qualcosa di caldo”.

Il sottomuta deve creare isolamento senza limitare troppo i movimenti.

Bisogna considerare:

  • materiale;
  • compressione;
  • vestibilità;
  • calze;
  • strati termici;
  • durata prevista dell’immersione.

Anche qui vale una regola semplice:

non sperimentare il giorno dell’immersione.


Assetto: più importante della profondità

Silfra mostra perfettamente perché un’immersione poco profonda non sia necessariamente banale.

In alcuni tratti si passa sopra rocce e fondali relativamente vicini.

Un subacqueo sovrazavorrato che continua a gonfiare e sgonfiare stagna e GAV trascorrerà l’immersione combattendo con la propria attrezzatura.

Un buon assetto permette invece di lasciarsi trasportare dolcemente.

La differenza qualitativa è enorme.


Quanto pesa la zavorra?

Con muta stagna, sottomuta spesso, cappuccio e acqua dolce, il calcolo cambia rispetto alla normale immersione mediterranea.

È importante ricordare che Silfra è acqua dolce.

Quindi la spinta di galleggiamento è inferiore rispetto al mare.

La quantità di piombo non deve essere copiata dalla propria configurazione salata.

Deve essere verificata.


Respiratori e acqua fredda

A 2-4 °C il regolatore deve essere adatto all’impiego in acqua fredda.

L’espansione del gas attraverso il primo e il secondo stadio produce ulteriore raffreddamento.

Un erogatore non adeguato può essere più esposto a problemi di congelamento e free-flow.

Il regolamento richiede attrezzatura appropriata alle condizioni di acqua fredda.

Normalmente l’equipaggiamento fornito dagli operatori locali è configurato proprio per queste condizioni.


Non bere l’acqua? In realtà…

Un’altra piccola particolarità di Silfra è la qualità dell’acqua.

Stiamo praticamente nuotando in una gigantesca sorgente filtrata naturalmente.

Durante l’immersione è possibile che qualche goccia entri accidentalmente in bocca.

L’acqua è dolce e sorprendentemente pura.

Non suggerisco ovviamente di togliere l’erogatore per berla.

Ma è uno dei pochi siti nel mondo in cui la perdita occasionale di acqua dalla maschera non lascia il tipico gusto salato.


Quando andare?

Silfra è visitabile durante gran parte dell’anno.

E qui avviene qualcosa di interessante.

La temperatura dell’acqua cambia pochissimo.

Quello che cambia enormemente è l’ambiente esterno.

Estate

Vantaggi:

  • giornate lunghissime;
  • temperature esterne più miti;
  • logistica più semplice.

Svantaggi:

  • maggiore presenza turistica.

Inverno

Vantaggi:

  • paesaggio spettacolare;
  • possibilità di neve;
  • atmosfera completamente diversa.

Svantaggi:

  • freddo esterno;
  • meno ore di luce;
  • logistica potenzialmente più impegnativa.

L’acqua rimane comunque brutalmente fredda in entrambi i casi.


Una giornata a Þingvellir

Non farei l’errore di considerare Silfra soltanto un punto nel quale arrivare, immergersi e ripartire.

Þingvellir merita tempo.

Dopo l’immersione si possono osservare dalla superficie le grandi strutture del rift.

Passeggiando tra le faglie si comprende molto meglio quello che si è appena visto sott’acqua.

Silfra diventa così parte di un’esperienza geologica più ampia.

E improvvisamente le pareti viste durante l’immersione assumono un significato completamente differente.


Silfra vale davvero il viaggio?

Dipende da cosa cerchiamo nella subacquea.

Se il nostro unico metro di giudizio è:

“Quanti pesci vedo?”

allora probabilmente no.

Se cerchiamo:

  • biodiversità;
  • grandi pelagici;
  • reef;
  • colori tropicali;

esistono destinazioni enormemente superiori.

Ma se consideriamo la subacquea uno strumento per esplorare ambienti altrimenti inaccessibili, allora Silfra è una delle immersioni più interessanti d’Europa.

Perché offre qualcosa che praticamente nessun reef tropicale può replicare.


Quanto tempo dedicare all’Islanda?

Non andrei in Islanda esclusivamente per una singola immersione.

Silfra dovrebbe essere una parte del viaggio.

Una settimana permette di combinare:

  • Reykjavík;
  • Þingvellir;
  • Golden Circle;
  • geyser;
  • cascate;
  • vulcani;
  • ghiacciai;
  • coste;
  • eventualmente altre attività subacquee.

E questo rende la destinazione particolarmente interessante per chi viaggia con una persona che non si immerge.

Mentre noi entriamo in Silfra, il compagno non subacqueo si trova comunque in uno dei luoghi più spettacolari d’Islanda.


Silfra e snorkeling

Esiste inoltre un’alternativa interessante.

Silfra può essere visitata anche in snorkeling.

Per qualcuno potrebbe sembrare una versione “ridotta”.

In realtà, vista l’incredibile trasparenza, dalla superficie si osserva una porzione sorprendentemente grande del canyon.

È una possibilità eccellente per:

  • accompagnatori non sub;
  • chi non possiede esperienza in stagna;
  • chi non vuole utilizzare autorespiratore;
  • chi desidera comunque sperimentare la frattura.

Le regole differiscono da quelle per la subacquea e devono essere verificate con l’operatore.


Una precisazione importante sulle grotte

Osservando alcune sezioni di Silfra si potrebbero notare fenditure e passaggi che sembrano invitare all’esplorazione.

Non fatelo.

Il Parco vieta esplicitamente la penetrazione in cave e ambienti overhead.

Alcune porzioni raggiungono profondità notevoli e sono collegate a sistemi stretti e instabili.

Il fatto che un’apertura sembri accessibile non la trasforma in un sito ricreativo.


Il vero fascino di Silfra

Silfra non è spettacolare perché è profonda.

Non è spettacolare perché è difficile.

Non è spettacolare perché ospita animali rari.

È spettacolare perché ci permette di osservare direttamente un processo geologico che normalmente conosciamo soltanto attraverso i libri.

La crosta terrestre si sta lentamente deformando.

La lava viene fratturata.

L’acqua glaciale percorre il sottosuolo per decenni.

Poi riemerge.

E noi possiamo entrarci.


Conclusioni

Silfra è una delle immersioni più strane che un subacqueo possa inserire nel proprio logbook.

Una profondità massima autorizzata di appena 18 metri potrebbe far pensare a qualcosa di ordinario.

Ma non lo è.

L’acqua rimane tra 2 e 4 °C.

La visibilità può raggiungere circa 100 metri.

La frattura appartiene al grande sistema tettonico della Dorsale Medio-Atlantica.

Il paesaggio è costituito da lava, blu e luce.

Quasi nessun pesce.

Nessun corallo.

Nessun relitto.

Eppure, quando si esce dall’acqua, difficilmente si ha la sensazione di aver fatto un’immersione povera.

Perché per quaranta minuti circa non abbiamo osservato semplicemente il fondale.

Abbiamo nuotato dentro una frattura della Terra.

E forse è proprio questo il senso più profondo dell’esplorazione subacquea.

Non immergersi soltanto per cercare qualcosa di vivo.

Ma utilizzare l’acqua per raggiungere luoghi che, senza una bombola sulla schiena, rimarrebbero invisibili.

Nota di sicurezza

Requisiti, regolamenti e condizioni operative di Silfra possono essere aggiornati. Prima del viaggio verificare sempre le disposizioni ufficiali del Þingvellir National Park e dell’operatore scelto. L’immersione richiede adeguata esperienza con muta stagna e attrezzatura da acqua fredda; non dovrebbe essere utilizzata come prima esperienza autonoma con questo tipo di configurazione.

Pier Paolo "Gus" Liuzzo

Mi chiamo Pier Paolo Liuzzo. Vivo a Tortona, una piccola città in provincia di Alessandria, a metà strada tra Milano e Genova. Pilota di linea ed amante del mare; di quello che conserva e racchiude fra le sue acque.

https://www.gusdiver.com

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