Una buona configurazione dell’attrezzatura subacquea non deve soltanto apparire ordinata: deve permettere al subacqueo di raggiungere rapidamente ogni componente, controllare l’assetto, ridurre la resistenza all’avanzamento e affrontare un’emergenza senza perdere tempo.
Fruste penzolanti, zavorra mal distribuita, accessori inutili e strumenti difficili da raggiungere possono sembrare problemi secondari in superficie. Sott’acqua, però, possono aumentare i consumi, favorire impigliamenti, danneggiare l’ambiente e complicare la condivisione del gas.
Le pratiche di sicurezza PADI richiamano l’importanza di utilizzare attrezzatura completa, affidabile, ben mantenuta, conosciuta dal subacqueo e controllata prima di ogni immersione.
Principio fondamentale: non esiste una configurazione perfetta per ogni immersione. Esiste una configurazione appropriata all’ambiente, al tipo di attività, all’addestramento e alle procedure della squadra.
Semplicità, ordine e accessibilità
Ogni elemento portato sott’acqua dovrebbe avere uno scopo preciso. Prima di aggiungere un accessorio è utile chiedersi:
- serve realmente per questa immersione?
- è raggiungibile con entrambe le mani?
- può impigliarsi?
- può sganciarsi accidentalmente?
- può essere identificato al buio?
- interferisce con altri strumenti?
- sono addestrato a utilizzarlo?
Una configurazione semplice riduce il carico mentale. In emergenza, il subacqueo dovrebbe poter trovare automaticamente erogatori, valvole, corrugato, strumenti di taglio e dispositivi di segnalazione.
Fruste troppo lunghe o troppo corte
La lunghezza delle fruste deve consentire libertà di movimento senza creare grandi anse esposte. Una frusta troppo lunga può penzolare, trascinarsi sul fondale o impigliarsi. Una frusta troppo corta può tirare l’erogatore, limitare la rotazione della testa o rendere scomoda la condivisione del gas.
Frusta del secondo stadio principale
Nella configurazione ricreativa tradizionale, la frusta deve permettere una respirazione comoda in tutte le posizioni. Nelle configurazioni con frusta lunga, utilizzate soprattutto in ambito tecnico o in ambienti ostruiti, la disposizione deve essere appresa durante un corso specifico e provata ripetutamente.
Frusta della fonte d’aria alternativa
L’octopus deve essere immediatamente identificabile e collocato nel cosiddetto triangolo toracico, cioè nella zona compresa tra il mento e gli angoli inferiori della gabbia toracica. Non dovrebbe trascinarsi sotto il subacqueo né essere fissato con sistemi difficili da sganciare.
Durante un’emergenza, il compagno deve poter localizzare e utilizzare la fonte alternativa senza dover cercare tra manometri, torce e moschettoni. La condivisione del gas e la risalita controllata fanno parte delle abilità fondamentali insegnate nei corsi subacquei.
Frusta del manometro
Il manometro deve essere leggibile senza assumere posizioni innaturali. Una frusta eccessivamente lunga tende a penzolare; una troppo corta può rendere difficoltoso il controllo della pressione. Un piccolo moschettone a doppia luce, correttamente fissato e facilmente sganciabile, può mantenerlo aderente al corpo.
Erogatori e strumenti penzolanti
Un erogatore che tocca il fondale può raccogliere sabbia, danneggiare organismi e aumentare il rischio di erogazione continua. Anche manometri, torce e console lasciati liberi possono urtare rocce, coralli o parti di un relitto.
Ogni componente dovrebbe essere:
- fissato in modo stabile;
- raggiungibile senza contorsioni;
- sganciabile anche indossando guanti;
- posizionato senza ostacolare gli scarichi del GAV;
- compatibile con le procedure della squadra.
Fissare non significa bloccare definitivamente. Un accessorio necessario in emergenza deve poter essere liberato con un gesto semplice.
Zavorra eccessiva o distribuita male
Una zavorra eccessiva obbliga a immettere più aria nel GAV o nella muta stagna. Il risultato è un assetto meno stabile, maggiore resistenza all’avanzamento e più difficoltà nel controllare la risalita.
La quantità corretta di zavorra dovrebbe consentire al subacqueo, al termine dell’immersione e con la bombola vicina alla pressione di riserva, di mantenere senza sforzo una quota poco profonda con il GAV quasi vuoto.
La distribuzione è importante quanto il peso totale. Troppo peso in cintura può abbassare le gambe; troppo peso vicino alle spalle può spingere il subacqueo con la testa verso il basso. La posizione ideale dipende da:
- tipo di bombola;
- muta umida o stagna;
- piastra e GAV;
- corporatura;
- calzari e pinne;
- bombole aggiuntive;
- variazione di galleggiabilità durante l’immersione.
La pesata deve essere verificata in acqua, in un ambiente controllato e preferibilmente con l’assistenza di un professionista.
Sistema di zavorra non sganciabile
Nella subacquea ricreativa una parte della zavorra dovrebbe normalmente poter essere abbandonata in emergenza, salvo configurazioni specialistiche per le quali siano previste differenti forme di ridondanza e controllo dell’assetto.
Il compagno deve sapere come sganciare la zavorra. Durante il controllo pre-immersione è necessario identificare fibbie, tasche integrate e sistemi di ritenzione. Una cintura coperta da cinghiaggi, accessori o componenti del GAV potrebbe diventare difficile da rimuovere.
GAV sovraccarico di accessori
Un gran numero di oggetti agganciati agli anelli del GAV aumenta la resistenza idrodinamica e rende più difficile trovare ciò che serve. Torce, shaker, lavagnette, fotocamere, mulinelli e moschettoni dovrebbero essere portati soltanto quando utili.
È preferibile assegnare a ogni oggetto una posizione costante. Cambiare continuamente la disposizione dell’attrezzatura rallenta le reazioni e aumenta il rischio di cercare uno strumento nel posto sbagliato.
Moschettoni inadeguati
I moschettoni dovrebbero essere realizzati con materiali adatti all’ambiente marino, privi di spigoli e azionabili con i guanti. I piccoli moschettoni da ferramenta con gancio aperto possono catturare sagole, reti e cavi.
Nell’ambiente subacqueo sono generalmente preferibili moschettoni a doppia luce o sistemi specifici per immersione. Qualunque meccanismo deve essere controllato, pulito e sostituito quando mostra corrosione o difficoltà di movimento.
Fonte d’aria alternativa non immediatamente disponibile
Un octopus libero dietro la schiena, infilato in una tasca chiusa o coperto da altri strumenti non è realmente disponibile. Il subacqueo dovrebbe poterlo prendere senza guardare e il compagno dovrebbe riconoscerlo immediatamente.
Durante il controllo pre-immersione è opportuno:
- respirare da entrambi i secondi stadi;
- verificare il corretto instradamento delle fruste;
- controllare che il sistema di ritenzione si sganci facilmente;
- osservare il manometro durante l’inspirazione;
- concordare quale erogatore verrà donato in emergenza.
Rubinetto non completamente aperto
Una bombola parzialmente aperta può fornire gas normalmente in superficie e mostrare problemi soltanto quando aumenta la richiesta respiratoria. L’errata abitudine di aprire completamente il rubinetto e richiuderlo di un quarto di giro può inoltre creare ambiguità durante il controllo.
La squadra deve verificare che il rubinetto sia nella posizione prevista dal produttore e dalle procedure adottate. Durante il controllo dell’aria, ogni subacqueo dovrebbe respirare profondamente dal proprio erogatore osservando che la pressione indicata dal manometro rimanga stabile.
Un controllo pre-immersione ben eseguito può individuare bombole quasi vuote, rubinetti chiusi, fruste scollegate e fonti alternative fissate male.
Corrugato e valvole di scarico difficili da raggiungere
Il corrugato deve poter essere sollevato e utilizzato senza impigliarsi. Le valvole di scarico rapido devono essere raggiungibili e le relative cordicelle non devono penzolare eccessivamente.
Prima dell’immersione è necessario controllare:
- collegamento della frusta di bassa pressione;
- funzionamento del pulsante di gonfiaggio;
- funzionamento dello scarico;
- gonfiaggio orale;
- integrità del sacco;
- accessibilità delle valvole posteriori.
Strumenti di taglio irraggiungibili
Reti, lenze e sagole rappresentano un rischio concreto, soprattutto in relitti, secche frequentate da pescatori e punti d’immersione costieri.
Uno strumento di taglio dovrebbe essere:
- raggiungibile con entrambe le mani;
- posizionato tra torace e cintura;
- protetto da una custodia sicura;
- utilizzabile senza movimenti ampi;
- periodicamente controllato per verificarne l’efficienza.
Nelle immersioni con maggiore rischio di impigliamento è prudente disporre di due strumenti collocati in zone differenti.
Computer posizionato male
Il computer deve essere facilmente leggibile durante la risalita e il controllo dell’assetto. Un display montato in una posizione che obbliga a ruotare completamente il polso può risultare scomodo, specialmente con muta stagna e guanti spessi.
Il subacqueo deve conoscere:
- visualizzazione della profondità;
- tempo di immersione;
- velocità di risalita;
- limite di non decompressione;
- eventuali soste;
- allarmi;
- livello della batteria;
- miscela impostata.
Un computer avanzato utilizzato senza conoscerne i menu può essere meno utile di uno strumento semplice e perfettamente conosciuto.
Attrezzatura nuova durante un’immersione impegnativa
Una configurazione modificata dovrebbe essere provata prima in piscina o in acqua bassa. Cambiare contemporaneamente GAV, erogatori, posizione della zavorra e computer rende difficile capire quale elemento stia causando un problema.
È preferibile introdurre una modifica alla volta e verificarne:
- comodità;
- assetto;
- accessibilità;
- interferenza con gli altri componenti;
- comportamento durante una simulazione di emergenza.
Il controllo pre-immersione
Il controllo tra compagni non dovrebbe essere una formalità. Deve essere eseguito con l’attrezzatura completamente indossata e comprendere almeno:
- funzionamento del GAV e della muta stagna;
- quantità e sistema di sgancio della zavorra;
- chiusure e fibbie;
- pressione della bombola;
- respirazione da entrambi gli erogatori;
- posizione della fonte alternativa;
- funzionamento del manometro;
- impostazione del computer;
- presenza degli strumenti necessari;
- segnali e procedura di separazione.
Conclusioni
Una configurazione efficace è semplice, compatta, stabile e coerente. Ogni oggetto deve avere una posizione precisa e deve poter essere utilizzato anche in condizioni di stress.
La sicurezza non deriva dalla quantità di accessori acquistati, ma dalla capacità di utilizzare correttamente un’attrezzatura adeguata all’immersione. Provare la configurazione, eseguire manutenzione regolare e svolgere un vero controllo tra compagni riduce la probabilità che un piccolo inconveniente diventi un’emergenza.
Il miglior equipaggiamento è quello che il subacqueo conosce, mantiene correttamente e sa utilizzare senza esitazioni.
