Negli ultimi anni il computer subacqueo è passato dall’essere un accessorio riservato ai subacquei più esperti a uno strumento praticamente indispensabile. Oggi anche i modelli destinati ai principianti sono in grado di seguire l’intero profilo dell’immersione, calcolare l’assorbimento dei gas inerti, gestire immersioni ripetitive e aggiornare continuamente il tempo di non decompressione.
Quando si parla di computer subacquei “real time”, tuttavia, è importante capire che non ci si riferisce a una misurazione diretta dell’azoto presente nel corpo del subacqueo. Nessun normale computer ricreativo analizza realmente i tessuti, il sangue o la formazione di bolle.
Il computer misura profondità, tempo e, in alcuni modelli, pressione della bombola. Sulla base di questi dati applica un modello matematico per stimare ciò che potrebbe avvenire all’interno dell’organismo. Il calcolo viene aggiornato continuamente durante la discesa, la permanenza sul fondo, la risalita e gli intervalli di superficie.
Uno degli algoritmi più conosciuti e utilizzati nei computer moderni è il Bühlmann ZHL-16C, spesso associato ai cosiddetti Gradient Factor.
Che cos’è l’algoritmo Bühlmann
L’algoritmo prende il nome dal medico e ricercatore svizzero Albert A. Bühlmann, che dedicò gran parte della propria attività allo studio dell’assorbimento e dell’eliminazione dei gas inerti durante le variazioni di pressione.
Il modello ZHL-16 suddivide idealmente il corpo umano in 16 compartimenti teorici. Questi non rappresentano necessariamente organi reali, ma gruppi matematici caratterizzati da differenti velocità di assorbimento e rilascio dell’azoto o dell’elio.
Alcuni compartimenti vengono definiti “veloci”, perché reagiscono rapidamente alle variazioni di pressione. Altri sono “lenti” e possono continuare ad accumulare gas inerte durante immersioni lunghe, ripetitive o condotte per diversi giorni consecutivi.
Il computer aggiorna durante l’immersione la pressione teorica del gas inerte in ciascun compartimento. La potenza di calcolo dei computer permette infatti di stimare contemporaneamente e in tempo reale lo stato di più compartimenti tissutali.
La lettera finale identifica la variante del modello. La versione ZHL-16C è quella comunemente implementata nei computer subacquei. Diversi produttori la utilizzano come modello decompressivo standard, spesso abbinandola ai Gradient Factor.
Cosa significa realmente “calcolo in tempo reale”
Durante un’immersione reale il subacqueo raramente mantiene una profondità perfettamente costante. Può scendere lungo una parete, fermarsi su un relitto, risalire di qualche metro, tornare momentaneamente più in profondità e concludere l’immersione esplorando la parte superiore del fondale.
Un computer real time registra queste variazioni e ricalcola continuamente:
- il tempo di non decompressione;
- la saturazione teorica dei compartimenti;
- la velocità di risalita;
- l’eventuale tetto decompressivo;
- le soste obbligatorie;
- il tempo totale di risalita;
- l’esposizione all’ossigeno;
- il carico residuo delle immersioni precedenti.
Il grande vantaggio rispetto a una tabella tradizionale consiste nella capacità di utilizzare il profilo effettivamente seguito.
Se, per esempio, il subacqueo raggiunge per pochi minuti 30 metri e successivamente trascorre gran parte dell’immersione tra 18 e 12 metri, il computer considera progressivamente l’intero profilo. Una tabella classica, invece, potrebbe obbligare a pianificare l’immersione assumendo come profondità di riferimento quella massima raggiunta.
Questo non significa che il computer conosca la reale condizione fisiologica del subacqueo. Il calcolo resta una previsione matematica costruita su dati ambientali e su parametri teorici.
M-value e sovrasaturazione
Nel modello Bühlmann ogni compartimento possiede un limite teorico di sovrasaturazione, comunemente collegato al concetto di M-value.
Durante la risalita la pressione ambientale diminuisce. I tessuti, che hanno assorbito azoto durante la permanenza in profondità, possono quindi trovarsi a una pressione superiore rispetto all’ambiente circostante.
Una certa differenza di pressione viene considerata tollerabile dal modello. Superato il limite previsto, il computer impedisce teoricamente un’ulteriore risalita e visualizza un tetto decompressivo.
Il subacqueo dovrà quindi rimanere più in profondità oppure effettuare soste a quote stabilite, lasciando ai compartimenti il tempo necessario per eliminare parte del gas inerte.
È essenziale ricordare che l’M-value non rappresenta una barriera assoluta tra sicurezza e incidente. Restare all’interno dei limiti indicati da un computer o da una tabella non garantisce l’assenza di malattia da decompressione.
Il ruolo dei Gradient Factor
I Gradient Factor, sviluppati come metodo di applicazione più conservativa del modello Bühlmann, permettono di utilizzare soltanto una determinata percentuale del margine previsto dagli M-value.
Generalmente vengono espressi mediante due numeri, per esempio:
GF 40/85
Il primo valore, chiamato GF Low, influenza soprattutto l’inizio della decompressione e la profondità delle prime soste.
Il secondo, chiamato GF High, determina quanto il subacqueo si avvicinerà al limite Bühlmann durante l’ultima parte della risalita e in prossimità della superficie.
In termini generali, valori più bassi introducono un maggiore margine rispetto ai limiti originari del modello. Questo non significa però che basti abbassare arbitrariamente entrambi i numeri per ottenere automaticamente un profilo migliore.
Un GF Low molto basso può anticipare e approfondire le soste, aumentando il tempo trascorso a profondità relativamente elevate. Durante queste soste alcuni compartimenti lenti potrebbero continuare ad assorbire gas inerte. Per questo motivo i Gradient Factor devono essere compresi e utilizzati con criterio, soprattutto nelle immersioni tecniche.
Nei computer ricreativi il produttore può proporre livelli preimpostati, come basso, medio o alto conservatorismo. Nei modelli più evoluti il subacqueo può inserire direttamente i due valori.
Tabelle di immersione: semplicità e disciplina
Le tabelle rappresentano una delle fondamenta della formazione subacquea. Prima della diffusione dei computer, l’immersione veniva pianificata stabilendo profondità massima, tempo di fondo e intervallo di superficie.
Il loro principale vantaggio è la semplicità. Non richiedono batterie, sensori, software o aggiornamenti. Inoltre obbligano il subacqueo a pianificare in anticipo, a conoscere il profilo previsto e a mantenere una certa disciplina operativa.
Le tabelle rimangono utili per:
- comprendere i principi della decompressione;
- preparare un piano principale e uno alternativo;
- calcolare profili semplici;
- disporre di un riferimento in caso di guasto;
- sviluppare consapevolezza sui tempi di fondo e sugli intervalli di superficie.
Il loro limite principale è rappresentato dalla rigidità.
Molte tabelle ricreative lavorano sulla profondità massima e sul tempo totale. Un’immersione multilivello può quindi essere trattata in modo simile a un profilo rettangolare, come se l’intero tempo fosse stato trascorso alla quota più profonda.
Questo approccio può risultare prudente, ma non descrive con precisione il profilo realmente effettuato.
Tabelle e computer non sono due filosofie opposte
Presentare le tabelle come strumenti antiquati e i computer come strumenti infallibili sarebbe un errore.
Le tabelle insegnano a pianificare. Il computer permette di adattare il calcolo al profilo reale. I due sistemi dovrebbero essere considerati complementari.
Un subacqueo preparato dovrebbe conoscere:
- la profondità massima programmata;
- il tempo previsto;
- il limite di non decompressione indicativo;
- la riserva di gas necessaria;
- la velocità di risalita;
- il comportamento da adottare in caso di perdita del computer.
Il computer non dovrebbe essere utilizzato per scendere senza pianificazione e attendere semplicemente che il display indichi quanto tempo rimane.
Inoltre, seguire il limite di non decompressione fino a farlo arrivare sistematicamente a zero significa utilizzare tutto il margine concesso dall’algoritmo. Una condotta più prudente prevede generalmente una risalita graduale, l’abbandono anticipato della quota massima e un adeguato margine prima dell’ingresso in decompressione.
Computer economici: sono meno sicuri?
Il prezzo di un computer subacqueo non indica necessariamente la qualità del suo algoritmo decompressivo.
Alcuni computer economici impiegano versioni dello stesso Bühlmann ZHL-16C presente su apparecchi molto più costosi. La differenza di prezzo riguarda spesso le funzioni accessorie e la qualità costruttiva, non necessariamente il modello decompressivo.
Altri computer economici utilizzano algoritmi differenti, compresi modelli proprietari o varianti RGBM. Anche questi strumenti possono essere adeguati per l’immersione ricreativa, purché vengano utilizzati entro i limiti previsti dal produttore.
La differenza di prezzo riguarda spesso elementi come:
- dimensioni e qualità dello schermo;
- leggibilità in condizioni di scarsa visibilità;
- presenza di una bussola digitale;
- gestione di più miscele respiratorie;
- personalizzazione dei Gradient Factor;
- integrazione wireless della pressione della bombola;
- modalità dedicate a circuito chiuso o sidemount;
- possibilità di aggiornare il firmware;
- qualità costruttiva;
- autonomia e sistema di alimentazione;
- capacità del logbook;
- connettività Bluetooth;
- facilità di utilizzo dei menu.
Un computer economico, correttamente utilizzato entro le sue funzioni, può essere perfettamente adeguato per immersioni ricreative in aria o Nitrox.
Il problema nasce quando il subacqueo richiede allo strumento prestazioni per le quali non è stato progettato, oppure non conosce il comportamento dell’algoritmo in caso di violazione della velocità di risalita, omessa sosta o ingresso accidentale in decompressione.
Trasparenza dell’algoritmo
Una differenza importante riguarda la trasparenza.
Con Bühlmann ZHL-16C e Gradient Factor il subacqueo può conoscere il modello utilizzato, riprodurre i calcoli con software compatibili e confrontare diversi livelli di conservatorismo.
Con gli algoritmi proprietari, invece, il produttore può pubblicare soltanto una descrizione generale del funzionamento. In questi casi potrebbe essere più difficile comprendere esattamente perché due computer forniscano limiti differenti durante la stessa immersione.
Questo non significa che un algoritmo proprietario sia necessariamente meno valido. Significa semplicemente che offre al subacqueo una minore possibilità di analisi e personalizzazione.
Per il principiante, un sistema preimpostato può essere un vantaggio: riduce il rischio di modificare parametri senza comprenderne gli effetti.
Per il subacqueo tecnico o particolarmente interessato alla teoria decompressiva, la possibilità di impostare i Gradient Factor e visualizzare informazioni come il tetto continuo, il compartimento guida o la percentuale di sovrasaturazione può diventare molto importante.
Perché due computer possono indicare dati differenti
Due subacquei che seguono lo stesso profilo possono leggere tempi di non decompressione differenti.
Le cause possono essere numerose:
- algoritmi diversi;
- Gradient Factor differenti;
- livelli di conservatorismo personali;
- immersioni precedenti memorizzate;
- diverse velocità di campionamento;
- differenze nella misurazione della profondità;
- impostazioni Nitrox errate;
- penalizzazioni per violazioni precedenti;
- differenti criteri per soste profonde e soste di sicurezza.
Per questo motivo non è consigliabile cambiare computer durante una serie di immersioni ripetitive e continuare a immergersi come se nulla fosse. Il nuovo apparecchio potrebbe non conoscere il carico residuo calcolato dal precedente.
All’interno di una coppia, ogni subacqueo dovrebbe seguire il proprio computer, adottando naturalmente il profilo più prudente quando i due strumenti mostrano indicazioni differenti.
Il rischio dell’eccessiva fiducia nella tecnologia
Un display a colori, una grafica evoluta e un algoritmo conosciuto possono creare un senso di sicurezza eccessivo.
Il computer non conosce:
- il livello di idratazione;
- la temperatura corporea;
- lo sforzo compiuto;
- la stanchezza;
- l’età fisiologica;
- la presenza di patologie;
- la predisposizione individuale;
- l’eventuale presenza di uno shunt cardiaco;
- la reale formazione di bolle;
- il comportamento tenuto dopo l’immersione.
L’algoritmo descrive un subacqueo teorico, non la persona reale che si trova in acqua.
La prudenza deve quindi comprendere anche una corretta velocità di risalita, un’adeguata gestione del gas, l’idratazione, la protezione termica, la riduzione degli sforzi e il rispetto degli intervalli prima del volo o della salita in quota.
Quale strumento scegliere
Per un subacqueo ricreativo che effettua immersioni in aria o Nitrox entro i limiti di non decompressione, un computer economico con display leggibile, batteria affidabile e menu chiari può essere più che sufficiente.
La possibilità di scegliere Bühlmann rappresenta un vantaggio per chi desidera un algoritmo conosciuto e confrontabile, ma non dovrebbe essere l’unico criterio.
Un computer deve soprattutto essere:
- facile da leggere;
- semplice da utilizzare con i guanti;
- conosciuto dal proprietario;
- adeguato al tipo di immersione;
- correttamente impostato;
- supportato da un manuale chiaro.
Per l’immersione tecnica diventano invece importanti la gestione multigas, la personalizzazione dei Gradient Factor, il calcolo della decompressione durante i cambi di miscela, la visualizzazione del tetto e la possibilità di utilizzare un computer di backup coerente con quello principale.
Conclusioni
Il computer subacqueo real time rappresenta un enorme progresso rispetto alla gestione esclusiva tramite tabelle. La capacità di seguire il profilo effettivo consente un calcolo molto più flessibile nelle immersioni multilivello e ripetitive.
L’algoritmo Bühlmann ZHL-16C, soprattutto quando associato ai Gradient Factor, offre un modello conosciuto, relativamente trasparente e ampiamente utilizzato sia nel settore ricreativo sia in quello tecnico.
Le tabelle, tuttavia, non devono essere considerate inutili. Restano uno strumento didattico fondamentale e insegnano al subacqueo a ragionare prima di entrare in acqua.
Allo stesso modo, un computer costoso non è automaticamente più sicuro di uno economico. In alcuni casi i due strumenti possono utilizzare lo stesso algoritmo, mentre la differenza di prezzo riguarda display, materiali, integrazione della pressione e funzioni avanzate.
La vera sicurezza non dipende soltanto dal modello matematico, ma dalla capacità del subacqueo di comprenderne i limiti.
Il miglior computer non è necessariamente quello che mostra più dati, ma quello che il subacqueo conosce davvero, sa impostare correttamente e utilizza all’interno di una pianificazione prudente e consapevole.
Nota di sicurezza: questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce la formazione subacquea, le indicazioni del proprio ente didattico, il manuale del computer o la pianificazione effettuata da un subacqueo adeguatamente certificato.
