Gli errori più comuni nel lancio del pedagno: DSMB, reel, assetto e sicurezza

Il DSMB — Delayed Surface Marker Buoy — viene spesso chiamato semplicemente “pedagno” dai subacquei italiani.

È apparentemente un oggetto molto semplice:

una boa, una cima e uno spool o reel.

Eppure il suo lancio rappresenta una delle operazioni durante le quali possono combinarsi contemporaneamente diversi elementi critici:

  • galleggiabilità;
  • gestione della profondità;
  • una cima libera in acqua;
  • un oggetto che sta per diventare fortemente positivo;
  • gas in espansione;
  • un meccanismo che può incepparsi;
  • eventuale corrente;
  • necessità di controllare contemporaneamente il buddy e il computer.

Non sorprende quindi che BSAC descriva il deployment del DSMB come una delle abilità nelle quali si verificano frequentemente problemi e raccomandi di esercitarla regolarmente.

La maggior parte degli errori non dipende dal DSMB in sé.

Dipende dall’interazione tra boa, cima, assetto e subacqueo.

Prima distinzione: SMB e DSMB non sono necessariamente la stessa cosa

I due termini vengono spesso utilizzati come sinonimi.

Tecnicamente, però, esiste una differenza.

Un DSMB è progettato per poter essere inviato in superficie dalla profondità e normalmente dispone di un sistema che permette al gas in espansione di scaricarsi durante la risalita.

Un semplice SMB può invece essere progettato soltanto per essere gonfiato in superficie.

DAN sottolinea questa distinzione e osserva che un DSMB dotato di valvola di sovrapressione può essere inviato dalla profondità proprio perché il gas in espansione può essere sfogato.

Prima regola quindi:

conoscere il dispositivo che stiamo utilizzando.

Errore n. 1 — Imparare a lanciarlo durante l’immersione in cui serve davvero

È forse l’errore più importante.

Un’abilità complessa non dovrebbe essere provata per la prima volta:

  • in corrente;
  • in mare mosso;
  • alla fine di una profonda;
  • con poco gas;
  • durante una decompressione;
  • in condizioni di scarsa visibilità.

DAN raccomanda esplicitamente di fare pratica in piscina o in acqua confinata e di ripetere l’esercizio fino a sviluppare competenza e memoria motoria.

Il DSMB dovrebbe diventare un’operazione ordinaria prima di diventare necessario.

Errore n. 2 — Preparare il pedagno senza stabilizzare l’assetto

Uno degli errori più comuni è iniziare l’operazione mentre il subacqueo sta ancora:

  • scendendo;
  • salendo;
  • pinneggiando;
  • correggendo l’assetto.

Il lancio del DSMB aumenta immediatamente il carico di lavoro.

Prima di iniziare è quindi fondamentale che il controllo della profondità sia stabile.

La sequenza mentale dovrebbe essere:

assetto prima, pedagno dopo.

Se mentre prepariamo spool e boa perdiamo due metri senza accorgercene, il problema non è il DSMB.

È che abbiamo iniziato il compito senza disporre del margine attentivo necessario.

Errore n. 3 — Guardare soltanto le mani

È un classico esempio di task fixation.

Il subacqueo prende il DSMB.

Apre lo spool.

Collega la cima.

Sistema la boa.

Tutta la sua attenzione finisce su un’area di trenta centimetri davanti al viso.

Nel frattempo la profondità cambia.

La soluzione non consiste nel lavorare più velocemente.

Consiste nell’inserire pause di controllo.

Preparazione.

Controllo profondità.

Preparazione successiva.

Nuovo controllo.

Buddy.

Assetto.

Ambiente.

Il DSMB non deve farci smettere di essere subacquei.

Errore n. 4 — Creare troppo lasco nella cima

Una cima libera in acqua è un potenziale punto di impigliamento.

Può coinvolgere:

  • rubinetteria;
  • erogatori;
  • pinne;
  • torcia;
  • computer;
  • moschettoni;
  • fotocamera;
  • il buddy.

DAN raccomanda di mantenere la cima il più possibile lontana dal corpo e sotto controllo, evitando accumuli di lasco; BSAC richiama anch’essa il rischio di entanglement con attrezzatura, strutture e ambiente.

Una cima ordinata è gestibile.

Una matassa galleggiante intorno al subacqueo non lo è.

Errore n. 5 — Agganciare il reel al proprio equipaggiamento

Questo è uno degli errori potenzialmente più pericolosi.

Può sembrare intuitivo:

“Se lo aggancio non posso perderlo.”

Ma proprio la possibilità di perderlo può essere una caratteristica di sicurezza.

Se il DSMB sale e:

  • il reel si blocca;
  • la cima si incastra;
  • qualcosa trascina la boa;

il subacqueo deve poter lasciare andare il sistema immediatamente.

DAN avverte di non agganciare reel o spool al subacqueo durante il lancio perché un inceppamento potrebbe trascinarlo verso la superficie. BSAC ha ribadito lo stesso principio, raccomandando che il sistema possa essere rilasciato rapidamente in caso di snag o trazione.

In altre parole:

meglio perdere un reel che perdere il controllo della risalita.

Errore n. 6 — Infilare dita o polsi dove passa la cima

Quando lo spool comincia a girare rapidamente, la linea diventa un elemento dinamico.

Qualunque dito, polso, moschettone o parte dell’attrezzatura inserita nel percorso della cima può diventare un punto di cattura.

La posizione delle mani deve quindi consentire di:

  • controllare lo spool;
  • lasciarlo andare immediatamente;
  • tenere la linea lontano dall’attrezzatura.

Non bisogna mai creare un legame involontario tra il nostro corpo e una boa che sta accelerando verso la superficie.

Errore n. 7 — Gonfiare eccessivamente il DSMB in profondità

La pressione diminuisce durante la risalita.

Il gas contenuto nella boa quindi si espande.

Questo significa che non è necessario riempire completamente un DSMB in profondità perché arrivi pieno in superficie.

Più gas inseriamo inizialmente, maggiore sarà la spinta positiva immediata.

Un gonfiaggio eccessivo rende il lancio più aggressivo e aumenta la tensione sulla linea.

La quantità necessaria dipende:

  • dalla profondità;
  • dal volume della boa;
  • dal suo design;
  • dal metodo di gonfiaggio;
  • dalle condizioni.

Il concetto importante è evitare l’idea:

“più aria metto, meglio è.”

Non necessariamente.

Errore n. 8 — Usare una tecnica di gonfiaggio che non si padroneggia

Esistono diversi sistemi e configurazioni di DSMB.

Possono essere gonfiati, a seconda del modello e dell’addestramento ricevuto, attraverso:

  • apertura inferiore;
  • fonte d’aria alternativa;
  • raccordi dedicati;
  • piccoli sistemi autonomi;
  • altri sistemi previsti dal produttore.

Non esiste quindi una tecnica universale adatta a qualsiasi dispositivo.

BSAC, nei propri materiali addestrativi, sottolinea tra l’altro la necessità di evitare che una fonte d’aria alternativa venga inserita all’interno del DSMB in modo da aumentare il rischio di impigliamento e raccomanda piccoli apporti controllati di gas.

La regola corretta è:

usare la tecnica sulla quale si è stati addestrati e appropriata al modello posseduto.

Errore n. 9 — Usare l’erogatore primario come se fosse un semplice utensile

Una regola generale di gestione del rischio è evitare, quando possibile, di coinvolgere il proprio sistema respiratorio principale in un’attività dalla quale potrebbe essere trascinato o impigliato.

DAN evidenzia il rischio di coinvolgere il regolatore nella cima e osserva che l’erogatore principale non dovrebbe essere utilizzato per gonfiare l’SMB, perché un problema durante il deployment potrebbe privare temporaneamente il subacqueo della fonte respiratoria immediatamente disponibile.

Il gas respirabile deve restare, prima di tutto, gas respirabile.

Errore n. 10 — Non essere pronti a mollare tutto

Questa è probabilmente la competenza mentale più importante.

Immaginiamo:

il DSMB parte.

Lo spool smette improvvisamente di girare.

La tensione aumenta.

Cosa facciamo?

La risposta istintiva può essere:

“Cerco di sbloccarlo.”

Ma abbiamo pochissimo tempo.

La soluzione di sicurezza può essere semplicemente:

lasciare andare.

DAN ha riportato un caso nel quale la leva di un reel si è rotta lasciando il meccanismo bloccato durante il deployment; il principio evidenziato nel caso è che la soluzione più semplice sarebbe stata abbandonare immediatamente il reel.

Un’attrezzatura dal valore di poche decine di euro non merita mai una risalita incontrollata.

Errore n. 11 — Non avere un cutting device accessibile

Una cima introduce sempre un rischio di intrappolamento.

Per questo motivo un cutting device deve essere:

  • realmente raggiungibile;
  • utilizzabile con una mano;
  • posizionato in modo conosciuto;
  • compatibile con il tipo di linea utilizzata.

DAN raccomanda esplicitamente di avere uno strumento da taglio facilmente accessibile durante il deployment del DSMB.

Avere un coltello in una posizione irraggiungibile non significa avere un cutting device.

Significa trasportare un oggetto.

Errore n. 12 — Il buddy guarda altrove

Durante il deployment il subacqueo che lancia la boa ha già un carico attentivo elevato.

Il buddy può svolgere una funzione estremamente importante.

Può controllare:

  • profondità;
  • assetto del compagno;
  • linea;
  • ambiente;
  • eventuali segni di impigliamento.

DAN raccomanda, quando possibile, che il buddy rimanga vicino e pronto a intervenire in caso di deployment interrotto o problematico.

Non significa afferrare immediatamente l’attrezzatura dell’altro.

Significa osservare e rendersi disponibili.

Errore n. 13 — Dimenticare il gas mentre si prepara la risalita

Il DSMB viene frequentemente utilizzato verso la fine dell’immersione.

Proprio nel momento in cui:

  • il gas è minore;
  • il carico decompressivo è maggiore;
  • potrebbe esserci corrente;
  • bisogna iniziare la risalita.

È quindi un pessimo momento per scoprire che l’operazione richiede più tempo del previsto.

La pianificazione del gas deve comprendere anche le attività finali dell’immersione.

Non dovremmo arrivare al momento del lancio già vicini al nostro limite operativo.

Errore n. 14 — Confondere il pedagno con una linea di ancoraggio

Una volta che il DSMB è in superficie, il reel non dovrebbe diventare qualcosa al quale appendersi.

Il subacqueo deve mantenere la propria quota attraverso:

  • assetto;
  • respirazione;
  • controllo del GAV o della muta.

La linea può fornire un riferimento visivo e tattile, ma non dovrebbe sostituire il controllo della galleggiabilità.

Questo è particolarmente importante durante una sosta.

Se una barca, una corrente o un altro elemento applica improvvisamente trazione alla boa, il subacqueo deve poter reagire senza essere fisicamente vincolato.

BSAC ha specificamente ricordato di non agganciare il reel al subacqueo nemmeno durante le soste.

Errore n. 15 — Lasciare la cima completamente lasca durante la risalita

Dopo che il DSMB ha raggiunto la superficie il lavoro non è finito.

Mentre si risale, la linea deve rimanere gestibile.

Una quantità eccessiva di lasco può:

  • formare anse;
  • impigliarsi;
  • rendere difficile capire dove si trovi la linea;
  • far perdere verticalità alla boa.

DAN raccomanda di recuperare il lasco durante la risalita e mantenere una tensione adeguata.

Errore n. 16 — Comprare il DSMB e non provarlo mai

L’attrezzatura di emergenza spesso soffre di un problema particolare:

la utilizziamo poco.

Ma proprio per questo possiamo accorgerci troppo tardi che:

  • lo spool è avvolto male;
  • la cima è danneggiata;
  • il moschettone interferisce;
  • la valvola perde;
  • il DSMB non si apre facilmente con i guanti;
  • il sistema che sembrava intuitivo a casa non lo è sott’acqua.

BSAC raccomanda esercitazioni anche con i guanti quando appropriato, proprio per verificare l’effetto della ridotta destrezza sulla manipolazione di DSMB e reel.

La manutenzione deve comprendere anche spool e linea.

Errore n. 17 — Non considerare il traffico in superficie

Lo scopo principale del DSMB è proprio rendere visibile la posizione dei subacquei.

Ma l’esistenza della boa non significa che tutte le imbarcazioni la vedranno, la comprenderanno o la eviteranno.

Durante la risalita rimangono importanti:

  • ascolto;
  • osservazione;
  • prudenza;
  • rispetto delle procedure locali.

Una boa migliora enormemente la possibilità di essere individuati.

Non crea una barriera fisica intorno al subacqueo.

Un incidente reale insegna più di cento descrizioni

I report BSAC mostrano quanto rapidamente un problema apparentemente banale possa modificare una risalita.

In un caso documentato, un reel si è inceppato durante il deployment e il subacqueo è stato trascinato verso l’alto; in un altro, la linea si è impigliata provocando perdita del controllo della quota.

Il punto interessante non è il singolo modello di reel.

È il principio generale:

qualunque cosa colleghi un subacqueo a un oggetto fortemente positivo deve poter essere abbandonata immediatamente.

Una sequenza mentale più importante della tecnica

Le tecniche precise cambiano in funzione di addestramento e attrezzatura.

Ma alcuni principi possono essere considerati quasi universali:

Prima

Assetto.

Poi

Spazio libero.

Poi

Cima ordinata.

Poi

Gonfiaggio controllato.

Durante il lancio

Possibilità immediata di lasciare andare.

Subito dopo

Controllo di profondità, buddy e linea.

È una gerarchia più importante della velocità.

Il buon lancio è quasi noioso

Quando un subacqueo padroneggia davvero il DSMB, l’operazione appare semplice.

Non ci sono grandi movimenti.

Non c’è fretta.

Non c’è una nuvola di cima.

Non ci sono variazioni evidenti di profondità.

Non c’è lotta con l’attrezzatura.

La preparazione avviene con calma.

La boa parte.

La linea scorre.

Il subacqueo rimane dove si trovava.

Ed è proprio questo il risultato desiderabile.

La competenza, sott’acqua, spesso assomiglia alla semplicità.

Esercitarsi quando non serve

Una delle migliori abitudini consiste nell’utilizzare periodicamente il DSMB durante immersioni semplici.

Non perché sia necessario.

Ma proprio perché non lo è.

In quel momento possiamo dedicare attenzione alla tecnica senza avere contemporaneamente:

  • problemi di gas;
  • obblighi decompressivi;
  • corrente impegnativa;
  • stress.

DAN incoraggia esplicitamente la pratica ripetuta perché la ripetizione costruisce familiarità e competenza.

Conclusione

Il pedagno è uno degli strumenti di sicurezza più utili che un subacqueo possa portare con sé.

Permette di segnalare la propria posizione.

Fornisce un riferimento durante la risalita.

Aiuta la barca a seguire i subacquei.

Può diventare essenziale quando corrente e navigazione fanno emergere lontano dal punto previsto.

Ma un dispositivo di sicurezza diventa realmente sicuro soltanto quando sappiamo utilizzarlo senza perdere il controllo delle funzioni più importanti:

respirazione, assetto, profondità, gas e buddy.

Il lancio perfetto non è quello più veloce.

È quello nel quale, mentre il DSMB raggiunge la superficie, il subacqueo rimane esattamente alla profondità alla quale aveva deciso di stare.

Pier Paolo "Gus" Liuzzo

Mi chiamo Pier Paolo Liuzzo. Vivo a Tortona, una piccola città in provincia di Alessandria, a metà strada tra Milano e Genova. Pilota di linea ed amante del mare; di quello che conserva e racchiude fra le sue acque.

https://www.gusdiver.com

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