Una parola capace di creare grandi equivoci
Poche parole nel mondo della subacquea producono più aspettative del termine Advanced.
Chi ottiene un brevetto avanzato può avere l’impressione di aver superato il livello dei principianti e di essere ormai pronto per:
- immersioni profonde;
- relitti;
- notturne;
- corrente;
- scarsa visibilità;
- gruppi senza guida;
- viaggi impegnativi.
Dal punto di vista formale, la certificazione rappresenta effettivamente un progresso. Il subacqueo ha ricevuto nuova formazione, ha affrontato esperienze differenti ed eventualmente ha ottenuto un nuovo limite operativo.
Questo non significa però che, nel momento in cui riceve la tessera, sia diventato automaticamente un subacqueo esperto.
La certificazione attesta il completamento di un programma e il raggiungimento degli obiettivi previsti da quella didattica. L’esperienza reale richiede invece tempo, ripetizione, ambienti differenti, errori riconosciuti e capacità di prendere decisioni corrette senza la costante supervisione dell’istruttore.
Il brevetto avanzato è un punto di partenza verso immersioni più consapevoli, non un certificato di infallibilità.
Che cosa significa davvero “Advanced”?
Non esiste un unico brevetto avanzato universale.
La parola può indicare programmi molto diversi per:
- numero di immersioni;
- teoria;
- profondità;
- addestramento al soccorso;
- decompressione;
- esperienza richiesta;
- ambiente;
- autonomia.
Confrontare due subacquei soltanto sulla base della parola “Advanced” stampata sulla tessera può quindi essere fuorviante.
PADI Advanced Open Water Diver
Il programma PADI Advanced Open Water Diver prevede cinque Adventure Dives:
- immersione profonda obbligatoria;
- navigazione subacquea obbligatoria;
- tre immersioni scelte tra diverse attività.
Il corso porta normalmente a una qualifica di profondità fino a 30 metri e viene presentato come un’esperienza per migliorare abilità e sicurezza sotto la supervisione di un istruttore. Non prevede un esame finale tradizionale e può essere iniziato anche subito dopo l’Open Water.
Le cinque immersioni non equivalgono a cinque specialità complete. Sono introduzioni a differenti attività, alcune delle quali possono successivamente essere accreditate verso corsi Specialty.
SSI Advanced Open Water Diver
Il programma SSI Advanced Open Water Diver attualmente pubblicizzato comprende cinque sessioni accademiche e cinque immersioni, includendo Deep Diving, Navigation e tre aree di specialità a scelta. La profondità massima di addestramento indicata è 30 metri e il prerequisito è il brevetto Open Water Diver.
SSI mantiene inoltre un percorso distinto di riconoscimenti basati sulla combinazione di specialità complete e immersioni registrate. Nel sistema aggiornato, Advanced Specialty Diver richiede quattro specialità e 24 immersioni registrate, mentre il Master Diver aggiunge formazione Rescue, altre specialità e 50 immersioni.
Questo dimostra che anche all’interno della stessa didattica possono esistere:
- un corso Advanced;
- riconoscimenti successivi;
- specialità complete;
- requisiti di esperienza.
BSAC Sports Diver
Il percorso BSAC utilizza una struttura differente.
Sports Diver comprende abilità per immersioni più profonde e lunghe, procedure di soccorso e formazione relativa alle soste decompressive. Può includere una progressione opzionale verso i 40 metri.
Non è quindi corretto assumere che ogni qualifica “avanzata” internazionale contenga gli stessi argomenti o offra la stessa autonomia.
CMAS due stelle
CMAS pubblica standard specifici per il Two Star Diver, inseriti in un percorso formativo diverso da quello basato su Adventure Dives.
Anche quando due brevetti vengono considerati equivalenti per partecipare a un’attività, l’equivalenza amministrativa non significa che i percorsi abbiano avuto identica durata o contenuto.
Il brevetto certifica un livello minimo, non il massimo possibile
Una certificazione dovrebbe indicare che il subacqueo ha raggiunto gli obiettivi minimi stabiliti dal programma.
Non significa necessariamente che abbia:
- completa padronanza in ogni condizione;
- esperienza con tutte le attrezzature;
- capacità di guidare una coppia;
- gestione perfetta del gas;
- autonomia in ambienti sconosciuti;
- abilità di soccorso;
- competenza tecnica;
- capacità di affrontare ogni sito entro la profondità indicata.
Un subacqueo può essere formalmente qualificato per 30 metri e non essere ancora pronto per un’immersione a 30 metri caratterizzata da:
- corrente;
- acqua fredda;
- visibilità di due metri;
- discesa nel blu;
- fondo non visibile;
- barca in movimento;
- onda;
- navigazione complessa;
- elevata densità del gas;
- lungo percorso dall’uscita.
La profondità non è l’unico elemento che determina la difficoltà.
Un’immersione non è definita soltanto dai metri
Una semplice immersione a 15 metri può essere più difficile di una a 28 metri.
La difficoltà reale dipende dalla combinazione di:
- profondità;
- tempo;
- corrente;
- visibilità;
- temperatura;
- accesso;
- onda;
- traffico nautico;
- configurazione;
- distanza dall’uscita;
- ambiente ostruito;
- compagno;
- attività svolta;
- necessità di navigare;
- possibilità di risalita diretta.
La tessera indica un percorso formativo. Non sostituisce la valutazione del sito.
Cinque immersioni possono bastare?
Possono bastare per completare correttamente un corso composto da cinque immersioni.
Non possono, da sole, creare l’esperienza accumulata in decine di immersioni svolte in condizioni differenti.
Il valore delle cinque Adventure Dives consiste nel:
- introdurre nuovi concetti;
- offrire pratica supervisionata;
- mostrare possibili percorsi futuri;
- correggere errori;
- sviluppare sicurezza;
- permettere di capire quali attività interessano davvero.
Il problema nasce quando il subacqueo interpreta questa introduzione come una padronanza completa.
Una singola immersione notturna non rende esperti di immersione notturna. Una sola esperienza su un relitto non qualifica automaticamente per una penetrazione. Una sola immersione profonda non elimina narcosi, aumento del consumo e necessità di pianificare il gas.
Il corso può essere iniziato subito dopo l’Open Water?
In alcune didattiche sì.
PADI chiarisce che molti subacquei iniziano l’Advanced immediatamente dopo il corso di primo livello. Il programma è concepito per sviluppare abilità attraverso altre immersioni con un istruttore.
Non è necessariamente un errore.
Può anzi essere utile perché il principiante:
- continua a essere seguito;
- evita di consolidare cattive abitudini;
- riceve ulteriore pratica;
- affronta gradualmente nuove attività;
- sviluppa navigazione e assetto.
Il risultato dipende però da come viene svolto il corso.
Un programma completato in fretta, limitandosi a “fare cinque tuffi”, può produrre una tessera senza un corrispondente salto di qualità.
Un corso ben condotto può trasformare quelle stesse cinque immersioni in un’importante fase di crescita.
Che cosa rende davvero avanzato un subacqueo?
1. Controllo dell’assetto
Un subacqueo avanzato dovrebbe poter:
- fermarsi a una quota;
- mantenere una sosta;
- cambiare profondità senza usare continuamente le mani;
- evitare il contatto con il fondale;
- gestire GAV o muta con piccoli interventi;
- assistere il compagno senza perdere il controllo.
L’assetto non è soltanto estetica. Riduce consumo, sforzo e rischio di risalite incontrollate.
DAN sottolinea che migliorare il controllo della galleggiabilità può ridurre consumo e affaticamento, proteggere il fondale e rendere il subacqueo un compagno più efficace.
2. Trim e idrodinamica
Il trim è la posizione del corpo rispetto all’acqua.
Un subacqueo ben bilanciato:
- offre minore resistenza;
- pinneggia con meno sforzo;
- solleva meno sedimento;
- controlla meglio la direzione;
- può osservare più facilmente il compagno;
- mantiene le attrezzature ordinate.
Non è necessario imitare una posizione tecnica perfettamente orizzontale in ogni situazione. È però importante controllare il corpo invece di esserne trascinati.
3. Gestione del gas
Un subacqueo avanzato non aspetta che la guida chieda la pressione.
Sa:
- quanto gas possiede;
- quanto sta consumando;
- quando invertire;
- quale riserva conservare;
- quanto gas potrebbe servire al compagno;
- come cambia il consumo con la profondità;
- quando interrompere l’immersione.
“Risalgo a 50 bar” non è un piano universale. La riserva deve essere rapportata a profondità, percorso e possibile emergenza.
4. Consapevolezza situazionale
Significa conoscere contemporaneamente:
- profondità;
- tempo;
- gas;
- compagno;
- direzione;
- corrente;
- distanza dall’uscita;
- condizioni personali;
- andamento del gruppo.
Il principiante tende a concentrarsi su un solo elemento. Il subacqueo più esperto distribuisce l’attenzione senza perdere il controllo dell’attività principale.
5. Capacità di dire no
Una delle abilità più avanzate è rinunciare.
Il subacqueo maturo sa interrompere quando:
- non si sente bene;
- l’attrezzatura non convince;
- il mare è peggiore del previsto;
- il compagno non è compatibile;
- il consumo è elevato;
- il freddo aumenta;
- la profondità non è necessaria;
- il piano viene modificato senza accordo;
- la pressione del gruppo diventa eccessiva.
Un brevetto permette di partecipare a determinate immersioni. Non obbliga a farle.
6. Controllo emotivo
Essere avanzati non significa non avere paura.
Significa:
- riconoscere l’ansia;
- fermarsi;
- comunicare;
- respirare;
- ridurre il carico;
- terminare l’immersione prima del panico.
La sicurezza non deriva dall’apparire coraggiosi.
7. Autonomia reale
Un subacqueo autonomo non dipende totalmente dalla guida per:
- montare l’attrezzatura;
- controllare il gas;
- impostare il computer;
- conoscere il piano;
- gestire la coppia;
- navigare;
- lanciare il DSMB;
- effettuare la risalita;
- riconoscere un problema.
Seguire una guida è perfettamente legittimo. Il problema è non essere capaci di gestire la propria immersione quando la guida non è immediatamente disponibile.
8. Essere un buon compagno
Un subacqueo avanzato non valuta il proprio successo soltanto in base alla profondità raggiunta.
Controlla:
- posizione del compagno;
- respirazione;
- assetto;
- segnali;
- pressione;
- eventuale freddo;
- stress;
- attrezzatura.
Conosce la configurazione della coppia e sa quale erogatore verrà donato.
9. Navigazione
Non è necessario essere infallibili, ma occorre saper utilizzare:
- bussola;
- riferimenti naturali;
- profondità;
- tempo;
- corrente;
- posizione del sole quando utile;
- caratteristiche del fondale.
L’immersione di navigazione dell’Advanced è un’introduzione. La competenza nasce ripetendo esercizi in condizioni progressivamente più complesse.
10. Gestione delle emergenze
Il subacqueo avanzato dovrebbe mantenere pratiche le abilità fondamentali:
- recupero dell’erogatore;
- svuotamento della maschera;
- donazione del gas;
- risalita condivisa;
- sgancio della zavorra;
- gestione del DSMB;
- assistenza in superficie;
- attivazione dei soccorsi.
Un corso Rescue può migliorare la capacità di riconoscere stress e problemi prima che degenerino. DAN osserva che la formazione al soccorso aiuta non soltanto ad assistere gli altri, ma anche a comprendere e gestire la propria situazione.
Esperienza: conta il numero delle immersioni?
Sì, ma non basta.
Un logbook con molte immersioni dimostra esposizione all’ambiente, ma il numero non descrive automaticamente la qualità.
Cinquanta immersioni possono rappresentare:
- cinquanta ripetizioni dello stesso sito facile;
- cinquanta immersioni interamente condotte da una guida;
- cinquanta esperienze in condizioni differenti;
- cinquanta occasioni di apprendimento;
- cinquanta tuffi svolti senza mai correggere gli errori.
Il numero deve essere letto insieme a:
- varietà;
- frequenza;
- responsabilità assunta;
- capacità dimostrate;
- tempo trascorso dall’ultima immersione.
Frequenza e continuità
Un subacqueo con trenta immersioni nell’ultimo anno può essere più operativo di uno che ne possiede duecento, ma non si immerge da cinque anni.
Le abilità motorie e decisionali si deteriorano senza pratica.
Dopo una lunga interruzione è prudente effettuare:
- ripasso teorico;
- controllo dell’attrezzatura;
- skill refresh;
- immersione semplice;
- progressione graduale.
SSI, per esempio, offre uno Scuba Skills Update proprio per riprendere abilità e confidenza dopo un periodo di inattività.
Varietà dell’esperienza
L’esperienza cresce quando il subacqueo incontra gradualmente:
- barca;
- riva;
- corrente;
- scarsa visibilità;
- acqua fredda;
- immersione notturna;
- navigazione;
- profondità;
- DSMB;
- attrezzatura diversa;
- compagni differenti.
La varietà deve essere progressiva e coerente con la formazione. Cercare condizioni difficili soltanto per aumentare l’esperienza può produrre incidenti anziché competenza.
Profondità ed esperienza non sono sinonimi
Raggiungere 30 o 40 metri non rende automaticamente avanzati.
La profondità può mettere in evidenza carenze che a quote minori rimangono nascoste:
- consumo elevato;
- narcosi;
- cattiva gestione del gas;
- respirazione affannosa;
- assetto instabile;
- incapacità di risalire lentamente;
- dipendenza dalla guida.
Un subacqueo realmente esperto può decidere di restare a 18 metri perché quella è la quota migliore per osservare il sito.
Scendere più in basso senza un obiettivo non è una dimostrazione di competenza.
Il brevetto Advanced non è una specialità Deep completa
Nel PADI Advanced la Deep Adventure Dive è una delle cinque esperienze del corso. Una specialità Deep completa prevede ulteriore formazione e altre immersioni. PADI distingue esplicitamente i due programmi.
Anche SSI presenta una specialità Deep Diving separata, destinata alla pianificazione e conduzione di immersioni tra 18 e 40 metri attraverso teoria e più sessioni in acqua.
La tessera Advanced non deve quindi essere interpretata come una formazione completa per qualsiasi immersione profonda.
Le attrezzature non rendono avanzati
Possedere:
- bibombola;
- piastra;
- ala;
- computer costoso;
- frusta lunga;
- sidemount;
- rebreather;
- muta stagna;
- numerose bombole;
non dimostra automaticamente competenza.
L’attrezzatura avanzata può aumentare sicurezza e capacità soltanto quando il subacqueo:
- è addestrato;
- comprende la configurazione;
- esegue manutenzione;
- sa gestire i guasti;
- la usa con regolarità;
- non aggiunge complessità inutile.
Una configurazione semplice e perfettamente conosciuta è preferibile a un sistema complesso non padroneggiato.
Il consumo basso non è una prova definitiva
Un basso consumo può derivare da:
- rilassamento;
- buona tecnica;
- corporatura;
- metabolismo;
- profondità ridotta;
- scarsa attività.
Non dimostra da solo che il subacqueo sia avanzato.
Un consumo apparentemente basso può anche essere ottenuto attraverso:
- skip breathing;
- respirazione insufficiente;
- inattività;
- trattenimento della CO₂.
Il consumo deve essere adeguato all’attività e non trasformarsi in una competizione.
Il compagno che consuma più gas non è necessariamente meno capace. Può avere dimensioni, fisiologia o condizioni differenti.
Il ruolo dell’istruttore
La qualità del corso dipende molto da chi lo conduce.
Un buon istruttore non si limita a completare le immersioni previste. Osserva:
- assetto;
- trim;
- pinneggiata;
- respirazione;
- gas;
- consapevolezza;
- comunicazione;
- preparazione;
- reazione agli imprevisti.
Dovrebbe fornire correzioni concrete e, quando necessario, rimandare la certificazione fino al raggiungimento degli obiettivi.
Segnali di un corso ben organizzato
- Briefing dettagliato.
- Obiettivi chiari per ogni immersione.
- Gruppo ridotto.
- Tempo per esercitarsi.
- Debriefing individuale.
- Correzione degli errori.
- Nessuna pressione a raggiungere profondità inutili.
- Attenzione a gas e compagno.
- Possibilità di ripetere una prova.
- Collegamento con corsi successivi.
Segnali di un corso svolto soltanto per la tessera
- Cinque immersioni turistiche senza esercizi.
- Nessuna analisi dell’assetto.
- Navigazione eseguita interamente dalla guida.
- Pressioni mai controllate.
- Profondità raggiunta come unico obiettivo.
- Mancanza di debriefing.
- Certificazione promessa prima del corso.
- Gruppo troppo numeroso.
- Nessuna verifica delle abilità di base.
Serve aspettare prima di frequentare l’Advanced?
Non esiste un numero magico di immersioni valido per tutti.
Può essere sensato continuare immediatamente quando:
- il corso Open Water è stato ben assimilato;
- l’istruttore mantiene una progressione graduale;
- il programma viene usato per consolidare le abilità;
- il subacqueo è rilassato e motivato;
- le condizioni sono semplici.
Può essere preferibile fare esperienza prima quando:
- l’assetto è ancora molto instabile;
- lo svuotamento della maschera provoca panico;
- l’attrezzatura non viene montata autonomamente;
- il subacqueo perde frequentemente il compagno;
- non controlla il gas;
- la risalita è poco stabile;
- il corso proposto punta subito alla profondità.
La decisione dovrebbe essere presa insieme a un istruttore interessato alla crescita del subacqueo, non soltanto alla vendita del corso.
Un percorso più efficace dopo l’Advanced
Consolidare l’assetto
Ripetere immersioni semplici concentrandosi su:
- pesata;
- posizione;
- respirazione;
- fermate;
- risalite;
- sosta.
Imparare il DSMB
Ogni subacqueo che effettua immersioni dalla barca o in corrente dovrebbe saper lanciare un pedagno mantenendo quota e controllo.
Studiare il gas management
Comprendere:
- SAC;
- RMV;
- volume disponibile;
- pressione di ritorno;
- riserva;
- consumo della coppia.
Frequentare Rescue
La formazione al soccorso sviluppa consapevolezza, prevenzione e gestione dello stress.
Scegliere specialità utili
In base all’attività possono essere particolarmente formative:
- Perfect Buoyancy;
- Nitrox;
- muta stagna;
- navigazione;
- corrente;
- notturna;
- Deep completa;
- relitti;
- ricerca e recupero.
La scelta dovrebbe rispondere a esigenze reali, non alla semplice raccolta di tessere.
Fare immersioni senza inseguire i brevetti
Tra un corso e l’altro serve tempo per utilizzare ciò che è stato appreso.
La formazione fornisce strumenti. L’esperienza li trasforma in abitudini.
Il valore delle certificazioni superiori
Alcuni riconoscimenti includono sia formazione sia esperienza minima.
PADI Master Scuba Diver richiede Rescue Diver, cinque specialità e almeno 50 immersioni registrate.
Il percorso SSI aggiornato collega Advanced Specialty Diver a quattro specialità e 24 immersioni, mentre Master Diver richiede formazione aggiuntiva e 50 immersioni.
Questi requisiti riducono il rischio che il riconoscimento venga ottenuto dopo pochissime esposizioni, ma neppure cinquanta immersioni garantiscono automaticamente eccellenza.
Un rating misura requisiti verificabili. La maturità subacquea rimane più ampia.
Dieci domande per valutarsi onestamente
Prima di definirsi avanzato, un subacqueo può chiedersi:
- Riesco a mantenere una sosta senza pinneggiare?
- So calcolare una riserva adatta alla profondità?
- Conosco la pressione del mio compagno?
- So tornare al punto di uscita senza seguire ciecamente la guida?
- Posso lanciare il DSMB mantenendo la quota?
- Riesco a donare gas senza perdere l’assetto?
- So riconoscere quando sono affannato o narcotizzato?
- Sono disposto a interrompere anche se gli altri continuano?
- So montare e controllare autonomamente l’attrezzatura?
- Il mio compagno si sentirebbe sicuro affidandosi a me?
Non è necessario rispondere perfettamente a tutto per immergersi. Le risposte individuano però gli aspetti sui quali lavorare.
I falsi miti del brevetto Advanced
“Ora posso fare qualsiasi immersione entro 30 metri”
Falso. Condizioni, ambiente ed esperienza possono rendere inadatto un sito anche entro il limite nominale.
“Sono Advanced, quindi non ho bisogno di una guida”
La necessità di una guida dipende da sito, normativa, esperienza e capacità di navigazione.
“Il brevetto mi rende esperto di relitti”
Un’Adventure Dive su relitto non equivale a una formazione completa e non autorizza automaticamente la penetrazione.
“Più brevetti possiedo, più sono bravo”
Le certificazioni contano quando le abilità vengono mantenute e applicate.
“Se sono arrivato a 30 metri, posso arrivare a 40”
Ogni aumento di profondità modifica consumo, narcosi, densità, decompressione e margini.
“Un buon subacqueo non interrompe mai”
Un buon subacqueo interrompe prima che il problema diventi un’emergenza.
“Esperienza significa numero di immersioni”
Il numero conta, ma devono essere considerate varietà, continuità e qualità.
Conclusione
Il brevetto avanzato non è inutile e non è una semplice operazione commerciale per definizione.
Può essere un passaggio formativo prezioso perché:
- introduce nuove attività;
- offre ulteriore supervisione;
- sviluppa navigazione;
- affronta la profondità;
- migliora fiducia;
- indirizza verso specialità appropriate.
Diventa problematico soltanto quando il nome della certificazione viene confuso con una descrizione assoluta della persona.
Un subacqueo realmente avanzato non è quello che mostra la tessera più prestigiosa o raggiunge la maggiore profondità.
È quello che:
- mantiene il controllo;
- pianifica il gas;
- protegge il compagno;
- riconosce i propri limiti;
- rispetta l’ambiente;
- continua ad allenarsi;
- sa rinunciare;
- torna in superficie senza aver trasformato un’immersione in una prova di ego.
Il brevetto apre la porta. L’esperienza, l’addestramento continuo e l’umiltà insegnano come attraversarla.
