Sub morto durante immersione nell’Area di Portofino

L’accompagnatore ha dato l’allarme quando è tornato a galla

Tragedia nelle acque dell’Area Marina Protetta di Portofino dove un sub esperto ha perso la vita probabilmente a seguito di un malore accusato mentre era in immersione. L’uomo, 52 anni, commerciante di Rapallo, si era immerso da solo; l’accompagnatore del diving rimasto sulla barca ha dato l’allarme dopo che il corpo è riemerso prono già privo di conoscenza.

Sul posto in porto a Santa Margherita Ligure la Croce Rossa locale e la Guardia Costiera a cui sono affidate le indagini. I sanitari hanno provato a lungo a rianimarlo ma senza successo. L’uomo lascia la moglie e quattro figli.

Fonte ANSA – Liguria

Il Mare, il Dio Nettuno, ha accolto fra le sue braccia un altro figlio amante di ciò che custodisce il Continente “Blu”. Non è facile, per chi resta, accettare la perdita di un familiare, di un amico, di un compagno.

Ecco…forse è proprio “COMPAGNO” la parola chiave di questo mio pensiero. Premetto che non ho mai avuto fiducia nella stampa, specie se italiana (dove una parola, scritta a tavolino, può determinare centinaia di vendite delle testate, o milioni di spettatori inchiodati alla TV). L’ANSA però nulla ha a che fare con la speculazione legata alla lingua italiana. Quindi, narrando solo un fatto, sterile da ogni commento o opinione, la prendo per buona.

COMPAGNO. Ciascuna didattica, da quella più coscienziosa a quella più commerciale (da villaggi turistici), ha insegnato a tutti noi, fin dal principio, la tecnica del compagno. Il compagno è colui che, nel renderti l’immersione più divertente, ti aiuta in caso di bisogno, talvolta ti risolve un problema, talvolta ti salva la vita. E’ la persona che condivide assieme a te una o più bellissime esperienze. Persona con la quale, immersione dopo immersione, ti leghi in maniera indissolubile.

Ogni didattica insegna tutto ciò che riguarda il compagno e pure le caratteristiche che deve avere (in proporzione alla tua esperienza). Ogni didattica ti insegna pure delle tecniche per valutare se quella persona può o non può essere il tuo compagno.

Il compagno insomma è parte integrante di qualsiasi tipologia di immersione. E’ parte di te. Arrivi ad un punto, con il susseguirsi delle immersioni, che tu capisci lui e lui capisce te, solo con uno sguardo.

Perchè questo subacqueo, seppur esperto ha deciso di immergersi da solo, contravvenendo a questa regola accademica, che ciascuna didattica insegna? Ma soprattutto perchè il Diving Center ha acconsentito alla sua immersione in solitaria? Il tutto contravvenendo ad una regola che tutte le didattiche ti insegnano fin dalla prima lezione della tua carriera subacquea, se non pure ad una norma locale?

Purtroppo l’assenza normativa di leggi di Stato che regolano l’attività subacquea demanda ad organi periferici e, spesso e volentieri, al buon senso ciò che va o non va fatto.

Il ragionamento che ho voluto fare esula dall’essere un commento a questa triste vicenda. Ho solo voluto prenderla come spunto per ribadire l’importanza di avere una persona accanto a noi quando andiamo a fare questa attività.

Non andate da soli! Anche se avete a log migliaia di immersioni, sarete sotto sempre soli! E da soli, a volte, si può essere impossibilitati a fare qualcosa. Magari quel qualcosa che salva la vita!

Rimane solo in me il dolore per un altro fratello è andato oltre e , molto vicino ai familiari, formulo le mie condoglianze più sincere.

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