Quando si distrugge la storia in nome della scienza.

Tutti ormai conosciamo il Titanic. Ci ha appassionato la sua breve storia culminata in un tragico epilogo. Abbiamo versato lacrime nel vedere il capolavoro di James Cameron. Abbiamo letto libri. Visto documentari. Ascoltato teorie; anche le più fantasiose.

Tutti sappiamo quindi che questo relitto giace nell’Oceano Atlantico Settentrionale al largo dell’Isola di Terranova (41°43′N – 49°56′W.), spezzato in due parti (prodiera e poppiera) ad una profondità media di 3810 metri (equivalenti ad una pressione assoluta di 382 Bar ovvero 382Kg/cm2).

Li giace dal 14 Aprile del 1912. Riposò tranquillamente indisturbato, avvolto dalle tenebre dell’abisso, fino al 1985 quando la famosa spedizione, guidata da Robert Ballard, identificò, con precisione, la sua posizione.

Dal 1985 ad oggi sono state fatte diverse immersioni, con appositi mezzi, per esplorare il relitto studiandone meglio i dettagli costruttivi e dell’affondamento.

Nel 1996/1997, il regista James Cameron, al fine di realizzare una scenografia, quanto più possibile fedele al bastimento, per il suo capolavoro “Titanic“, fece diverse immersioni sul relitto.

Nel 1997 uscì nelle sale cinematografiche il suo film che tutti noi conosciamo.

Questa data segnò la seconda morte del Titanic. Lo so! Sto usando parole molto dure e severe! Ma voglio rendere bene l’idea di quello che sto per dire.

Si è generata una frenetica corsa all’esplorazione del relitto. Spedizioni, finalizzate alla ricerca ed anche al turismo di lusso, si sono susseguite negli ultimi anni a ritmi frequenti, senza chiedersi le possibili conseguenze sulla conservazione del relitto.

Il relitto se si è conservato così bene fino ai giorni nostri, considerando la pressione assoluta a quella profondità che ho menzionato all’inizio di questo mio articolo, è perché ha trovato un perfetto equilibrio barico tra il suo interno e l’ambiente esterno. Le pressione si è equalizzata perfettamente impedendone la sua implosione. 382kg su cm2 ritengo sia una pressione non da poco.

Vista la profondità a cui si trova il relitto, è impensabile per un subacqueo fare un tuffo fino ad esso per esplorarlo come si fa con i relitti a profondità accettabili per l’essere umano. Ecco che la tecnologia ci ha permesso di creare dei mini-sommergibili, chiamati batiscafi, oppure robottini pilotati da remoto chiamati Rover Subacquei, che ci consentono di esplorare gli abissi anche a profondità non accessibili direttamente al corpo umano.

Il moto di questi veicoli (sommergibili e Rover) può scompensare questo equilibrio barico. Le eliche propulsive per creare moto, devono generare differenze di pressione affinchè si possa produrre spinta. Queste differenze di pressione stanno disturbando la stabilità barica del relitto con l’ambiente esterno, causandone una lenta ma progressiva implosione.

Se si va avanti con questo passo, tra qualche anno il relitto del Titanic non esisterà più.

Non distruggiamo la storia. Facciamone invece tesoro!

Gus

Mi chiamo Pier Paolo Liuzzo. Vivo a Tortona, una piccola città in provincia di Alessandria, a metà strada tra Milano e Genova. Pilota di linea ed amante del mare; di quello che conserva e racchiude fra le sue acque.

https://www.gusdiver.com

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